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 Oggetto del messaggio: MUSEOGIOCANDO - Auto
MessaggioInviato: mercoledì 22 aprile 2020, 9:43 
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Buongiorno a tutti. Inauguro questo thread con l'aspirazione che possa diventare un punto di incontro virtuale fra cultori di automobili grandi e piccole, ovvero fra appassionati di macchine "vere" e collezionisti delle loro riproduzioni in scala ridotta.
Nel thread MUSEOGIOCANDO - Treni, aperto nell'altra sezione di questo forum, si tenta già di conciliare due universi paralleli: quello di chi, di fronte al modellino di una locomotiva, gioisce nel riscoprire l’ormai raro Marklin, del quale saprebbe dirti ogni caratteristica mentre tutto o quasi ignora del veicolo reale, e quello di chi, pur non avendo mai visto prima il minuscolo oggetto vi riconosce al volo la Re 4/4 delle Ferrovie Federali Svizzere della quale sa descrivere ogni recondito bullone.
Qui si punta a riunire sotto il medesimo tetto chi potrebbe scrivere un intero libro su certi modelli di camion della Dinky Toys ma non si è mai posto il problema di sapere che motore avesse l’autocarro vero, e chi invece ha magari restaurato un Guy Vixen del 1954 ma non si cura più di tanto del suo modellino in scala 1:43.
Se infatti è vero che la differenza fra infanti e adulti è solo nelle misure dei rispettivi giocattoli, ovvero (in inglese fa anche rima) che ''the difference between men and boys is the size of their toys'', è ora di rimettere insieme le due metà della stessa mela. Museogiocando sta nascendo apposta, a Piticchio di Arcevia (AN), per cercare di farlo, riconducendo al suo prototipo reale ciascuno dei 5.000 giocattoli e modelli esposti, attraverso schede che illustrano le rispettive caratteristiche e la storia di chi li ha realizzati.


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 Oggetto del messaggio: Re: MUSEOGIOCANDO - Auto
MessaggioInviato: mercoledì 22 aprile 2020, 10:06 
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Iscritto il: sabato 3 maggio 2014, 18:54
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La collezione di balocchi di Museogiocando nasce dal fatto che il sottoscritto si è fatto vecchio senza mai diventare adulto, per cui ha continuato a raccogliere le automobiline, i trenini, gli aeroplanini e tutti gli altri trastulli che gli sarebbe piaciuto possedere quando era bambino.
Nel corso degli anni ha fatto incetta di modellini di automobili, non escludendo quelle di latta anteguerra; ha raccolto centinaia di trenini, soprattutto Marklin (noblesse oblige) riscattando i Lima e i Rivarossi dei suoi compagni di scuola che li alienavano trovando ormai più interessanti le ragazze; ha recuperato vecchi Meccano nelle botteghe dei rigattieri.
Lo confesso: ho scovato giocattoli ovunque mi portasse il mio errabondo mestiere di giornalista, ma quando è subentrata Internet, mi è sembrato di avere a portata di mano qualsiasi cosa potessi desiderare: su e-Bay, tanto per fare un paio di esempi, ho comprato in un battibaleno ad Amburgo una Mercedes da record anteguerra costruita dalla Marklin, e a Chicago un magnifico simulacro di latta della Golden Arrow, realizzato dalla Kingsbury.


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 Oggetto del messaggio: Re: MUSEOGIOCANDO - Auto
MessaggioInviato: mercoledì 22 aprile 2020, 10:16 
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Il mio giornalaio ha fatto fortuna rivendendomi i modelli da edicola, ma la mia predilezione è sempre andata ai vecchi die cast Dinky, Corgi, Mercury, Matchbox, Solido, Tekno, Spot On, CIJ etc. coi quali giocavo da piccolo e che in età postpuberale avevo gettato via. Me li sono andati ricomprando un po’ alla volta, insieme a tanti altri che ho imparato a conoscere strada facendo, compulsando improbabili siti web, leggendo libri e riviste (soprattutto inglesi, tedesche o americane) scoprendo quanto infinitamente vasto sia il mondo dei giocattoli.
Ne ho acquistati a bizzeffe, finché non sono diventati talmente tanti che in casa non c’entravano più. Così ho deciso di allestire Museogiocando, dove chiunque vorrà potrà prendere visione della collezione.


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 Oggetto del messaggio: Re: MUSEOGIOCANDO - Auto
MessaggioInviato: mercoledì 22 aprile 2020, 10:24 
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Ora che Museogiocando sta per essere inaugurato, fra le amene colline marchigiane, nell'entroterra di Senigallia, oltre ad allestire il sito museogiocandop.com e la relativa pagina Facebook ho pensato bene di lanciare questo thread, sperando di fornire argomenti interessanti sia agli esperti del ramo sia ai neofiti che si accostano al meraviglioso universo del modellismo e dei giocattoli d'epoca.


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 Oggetto del messaggio: Re: MUSEOGIOCANDO - Auto
MessaggioInviato: mercoledì 22 aprile 2020, 10:40 
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Bellissima iniziativa! Bravissimo!


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 Oggetto del messaggio: Re: MUSEOGIOCANDO - Auto
MessaggioInviato: mercoledì 22 aprile 2020, 13:21 
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Elio Venegoni ha scritto:
Bellissima iniziativa!
Grazie mille, Elio. Invito tutti i frequentatori del forum ad intervenire, soprattutto per segnalare gli errori e le imprecisioni che sicuramente abbondano fra le mie righe. Conto inoltre sulla straordinaria competenza di molti appassionati (fra cui marconolasco e casper), che ho già felicemente sperimentato nel thread Modelli di auto e prototipi reali, per integrare la documentazione. Degli oltre 3.500 modelli e giocattoli di ispirazione automobilistica, sono infatti ancora quasi un migliaio quelli che aspettano le rispettive schede.
Cominciamo con un obsoleto:

Dinky Toys 29b Streamline Bus

Questo bel modellino di un autobus aerodinamico degli anni Trenta viene introdotto dalla britannica Dinky Toys nell’aprile del 1935, in diverse livree a due colori, con il riferimento 29b e la denominazione Streamline Bus.
Lungo 88 mm, e quindi in scala 1/70 circa, ovvero molto più piccola della canonica 1/43, il modellino resta in catalogo fino al 1940, quando la produzione viene interrotta a causa della guerra. Rimesso in commercio nel 1946, subisce l’anno successivo una piccola modifica allo stampo, con l’eliminazione del finestrino posteriore. Esce definitivamente dal listino nel 1950.
Nella affannosa ricerca della fonte ispiratrice di questo Dinky Toys, chi scrive queste note è inciampato a un certo punto nel furgone B119 realizzato nel 1934 dalla Holland Coachcraft per la lavanderia Castlebank Cleaners. Ed è stato proprio cercando notizie su quest’ultima azienda scozzese che è scaturita la soluzione: in effetti, nella sua primissima versione lo Streamline Bus non è un pullman bensì proprio la riproduzione di uno di quei popolari furgoni. Dopo alcuni mesi, però, la Meccano ci ripensa e modifica lo stampo aprendo dei finestrini su ambo i lati, in modo da tramutarlo in autobus.
Tempo fa, uno dei rarissimi modellini in versione furgone è stato venduto all’asta da Wallis & Wallis per 1.850 sterline.

Holland Coachcraft Albion B119

Nella seconda metà degli anni Trenta, la moda aerodinamica di ispirazione aeronautica irrompe prepotentemente, diffondendosi su tutti i mezzi di trasporto: treni, automobili, autobus e persino alcuni veicoli commerciali vengono ridisegnati con profili “streamline”, all’insegna di una concezione futuristica che ha nella velocità il suo elemento più caratteristico.
Ancor più che al famoso pullman Maudslay Windover, considerato da molti il miglior esempio britannico di questa tendenza stilistica, la palma del più avveniristico veicolo commerciale realizzato oltre la Manica negli anni Trenta potrebbe meritatamente spettare al B119, un furgone allestito nel 1934 dalla piccola carrozzeria scozzese Holland Coachcraft, inizialmente per conto della Castlebank Cleaners, una grossa lavanderia industriale di Glasgow, che lo utilizza in alcune diecine di esemplari per la propria flotta aziendale.
Caratterizzato dalla linea filante, con parafanghi leggiadramente bombati, parabrezza in due pezzi e una vistosissima calandra cromata che assomiglia ad uno scudo medievale, il B119, che nell’immagine qui sopra vediamo ripreso mentre l’autista lo lucida accuratamente, induce un odierno commentatore a sottolineare che “se Flash Gordon avesse mai dovuto guidare un furgone da lavanderia ne avrebbe comprato uno dalla Holland Coachcraft”.
Sottoscriviamo.


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 Oggetto del messaggio: Re: MUSEOGIOCANDO - Auto
MessaggioInviato: mercoledì 22 aprile 2020, 13:51 
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Iscritto il: mercoledì 3 luglio 2013, 9:11
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Grazie per la stima, Gianni, ma è mal riposta...appassionato lo sono, da quasi 65 anni, ma straordinariamente competente no! Come ho già scritto tempo fa, ho solo qualche modello, qualche libro, qualche rivista e qualche anno...Casper (e con lui molti altri forumisti) invece è competente sul serio!
Del museo non saprei cosa aggiungere, spero davvero di poterlo visitare, e di conoscerti personalmente, in tempi ragionevoli.
La moda "streamline" interessò anche i treni. Sono veicoli affascinanti che costituiscono una tematica per me estremamente interessante, che è arricchita da diversi modelli, per esempio, tanto per rimanere in casa Dinky, dall'azzurro furgone Morris della Royal Air Mail n. 34a.
L'Holland è stato in tempi recenti riproposto dalla Brooklin, che produsse anche una bellissima Chrysler Airflow del 1934, tanto per rimanere in tema.

PS Vedo nelle tue vetrine gli autobus Ixo da edicola. E' la collana italiana?


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 Oggetto del messaggio: Re: MUSEOGIOCANDO - Auto
MessaggioInviato: mercoledì 22 aprile 2020, 20:06 
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Iscritto il: sabato 3 maggio 2014, 18:54
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Ecco un altro modellino a suo tempo molto popolare, ma del quale ben pochi, in Italia, possono dire di aver mai visto il prototipo reale e ne conoscono l'insospettabile costruttore:

Dinky Toys 421 Hindle Smart
Questo modellino denominato Hindle Smart electric articulated lorry viene introdotto in catalogo dalla Dinky Toys nel febbraio del 1953, con il riferimento 30w. Rinumerato 421 nel 1955, rimane in produzione fino al 1959.
Realizzato in metallo pressofuso e lungo 135 mm, quindi in scala vicina alla canonica 1/43, il modellino è composto da motrice e rimorchio, che possono essere sganciati. Il prototipo riprodotto dalla Dinky è un veicolo costruito nel secondo dopoguerra dalla Jensen Motors, la stessa azienda che diventerà in seguito conosciuta per le sue automobili sportive. Ne esistono due versioni: una, con motore a benzina, denominata Jen-Tug ed una con motore elettrico, denominata Jen-Helecs e realizzata in collaborazione con la Hindle Smart di Manchester.
Il modellino, che rappresenta la versione elettrica in uso negli anni Cinquanta presso le British Railways, è correttamente corredato delle due casse posizionate dietro alla cabina di guida, ai due lati del telaio, che contengono le batterie all’ossido di piombo. Diversamente dal prototipo, la carreggiata posteriore è però uguale a quella anteriore.

Hindle Smart Jen-Helecs – 1949/1955
I veicoli commerciali a trazione elettrica, alimentati a batteria, conoscono fin dall’inizio del secolo scorso una certa diffusione nelle aree urbane della Gran Bretagna, dove sono impiegati soprattutto per le consegne a domicilio. Nel periodo fra le due guerre mondiali piccoli automezzi elettrici fanno parte delle flotte aziendali di numerose imprese, non ultime le compagnie ferroviarie, all’epoca ancora tutte private, attive nel Regno Unito.
La produzione di veicoli di questo tipo prosegue nel secondo dopoguerra allorché vengono introdotti numerosi nuovi modelli come lo Jen-Helecs, versione a motore elettrico di un piccolo automezzo articolato, il Tug (rimorchiatore) costruito a partire dal 1940 dalla Jensen Motors, la stessa azienda che diventerà in seguito conosciuta per le sue automobili sportive. Spinto dal motore a 4 cilindri in linea di 1,5 litri con una potenza di 50 CV a 4.400 g/m della Austin A40, il Jensen Tug è costituito da una motrice a quattro ruote e da un semirimorchio, che può essere a pianale (con eventuali sponde in legno) o furgonato, per una portata massima di 3 tonnellate.
Nel 1949, la Jensen si accorda con la Hindle Smart di Manchester per realizzare e commercializzare una versione a motore elettrico del Tug. Dotato della stessa cabina di guida interamente metallica, con un solo faro, di solito verniciata in due colori contrastanti, rosso scuro per la parte inferiore e crema per quella superiore, lo Jen-Helecs, è alimentato da una serie di batterie all’ossido di piombo contenute in due casse di legno posizionate dietro alla cabina di guida, ai due lati del telaio.
A differenza della versione a motore a scoppio, lo Jen-Helecs ha la carreggiata posteriore assai più stretta di quella anteriore, in modo da poterla inserire fra le ruote anteriori di un rimorchio a due assi, come avveniva per i Mechanical Horse prodotti nell’anteguerra dalla Karrier e dalla Scammell.
La maggior parte degli esemplari a motore elettrico trova impiego negli anni Cinquanta presso le British Railways, ma in numero sensibilmente inferiore rispetto allo Scammell Scarab. Entrambe le versioni escono di produzione intorno al 1955, con l’elettrica che sopravvive per alcuni anni a quella con motore endotermico.


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 Oggetto del messaggio: Re: MUSEOGIOCANDO - Auto
MessaggioInviato: mercoledì 22 aprile 2020, 20:09 
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Iscritto il: sabato 3 maggio 2014, 18:54
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Passiamo a tutt'altro genere con questa monoposto Indy:

Bandai Brawner Hawk 1966

Questo modellino in scala 1/16 è il risultato dell’assemblaggio di un kit in plastica della giapponese Bandai che riproduce la Dean Van Lines Special schierata nel 1966 alla 500 miglia di Indianapolis.
Si tratta di una evoluzione della Hawk, la monoposto creata da Clint Brawner nel 1965 partendo dal relitto di una Brabham incidentata. Rispetto alla prima versione, la Brawner Hawk del 1966 presenta una coda più alta, con un caratteristico spoiler a forma di coda di papera. Pilotata da un Mario Andretti ancora agli esordi, ottiene un clamoroso miglior tempo in qualifica, ma attardata da noie meccaniche, in gara non andrà oltre il 18mo posto nella classifica finale.
Il kit Bandai, oggi molto raro, viene commercializzato nel 1967: si compone di oltre 200 pezzi e prevede anche la possibilità di inserire un motorino elettrico.

Hawk Mark I – 1965/1966

Brillante progettista, creatore di alcune delle più valide monoposto americane del secondo dopoguerra, Clint Brawner assume nel 1953 la direzione della scuderia di proprietà di Al Dean, fondatore della Dean Van Lines, una delle maggiori ditte di traslochi degli Stati Uniti.
Secondo la consuetudine statunitense, le vetture scendono in pista assumendo il nome dello sponsor, per cui le monoposto gestite da Brawner corrono come Dean Van Lines Special. Anche dopo la prima apparizione nel 1961 sul catino di Indianapolis di una vettura a motore posteriore, la Cooper/Climax di Jack Brabham, Brawner rimane fedele al classico schema delle cosiddette roadster, con motore anteriore Offenhauser a 4 cilindri di 4,2 litri di cilindrata. Quando però nel 1963 la roadster di Parnelli Jones batte la Lotus-Ford 34 di Jim Clark solo grazie alla benevolenza dei giudici di gara, Brawner comprende che i tempi sono cambiati e decide di realizzare una monoposto a motore posteriore. Non possedendo alcuna esperienza con questo tipo di auto, Brawner acquista da John Zink il relitto di una Brabham incidentata e lo usa come base per costruire con l’aiuto di Eddie Kuzma una nuova monoposto, che sarà conosciuta come Brawner Hawk Mark I.
Molto bassa e profilata, ma assai più larga di una coeva Formula 1, a causa dei serbatoi del carburante posizionati lateralmente, la Hawk dispone di un telaio tubolare ed è spinta da un motore Ford a 8 cilindri a V di 90° di 4261 cc a 4 alberi a camme in testa e 4 valvole per cilindro, posizionato longitudinalmente dietro al sedile del pilota. Poiché sugli ovali americani si curva sempre a sinistra, le sospensioni sono asimmetriche.
Vengono costruiti tre esemplari della Hawk Mark I, che dipinti nella livrea bianca con il logo rosso e blu della scuderia Dean Van Lines si comportano egregiamente nella stagione di gare 1965 del campionato Usac, ottenendo la vittoria all’Hoosier Grand Prix e la pole position a Langhorne, alla Indianapolis Raceway Park e alla Phoenix Raceway.
Alla 500 miglia di Indianapolis, la gara più importante dell’intera stagione, una delle Dean Van Lines Special viene affidata al giovane Mario Andretti, che si piazza al terzo posto conquistando così il titolo di Rookie of the Year (miglior debuttante dell’anno). La corsa viene vinta dalla Lotus 38 di Jim Clark.
Per la stagione 1966, Brawner aggiorna la Hawk dell’anno precedente, migliorandola al punto che le Dean Van Lines Special ottengono otto vittorie e dieci pole position. Alle prove della 500 miglia, la scuderia iscrive anche una Lotus 38. La macchina, spesso scambiata per una Hawk, tuttavia si rivela inferiore alla monoposto disegnata da Brawner, che pilotata da Mario Andretti ottiene un clamoroso miglior tempo in qualifica, alimentando speranze di vittoria. In gara, però, la Dean Van Lines Special di Andretti viene attardata da vari problemi e sarà 18ma nella classifica finale.
Successivamente, Brawner deciderà di approntare una macchina interamente nuova, a struttura monoscocca con il motore integrato come struttura portante.


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 Oggetto del messaggio: Re: MUSEOGIOCANDO - Auto
MessaggioInviato: mercoledì 22 aprile 2020, 20:18 
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Iscritto il: sabato 3 maggio 2014, 18:54
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Torniamo in casa Dinky con questa autocisterna, della quale sono riuscito a sapere solo che dovrebbe essere la riproduzione di uno Studebaker R2R. Qualcuno conosce le caratteristiche di questo veicolo?

Dinky Toys 443 Petrol tanker National Benzole

L’identificazione del prototipo di questo modellino, introdotto in catalogo dalla britannica Dinky Toys con il numero 443 nel gennaio del 1957 e denominato genericamente Petrol tanker, non è tra le più semplici: si tratta infatti di uno Studebaker R2R del 1952, un autocarro all’epoca abbastanza diffuso negli Stati Uniti, ma non certo in Gran Bretagna, soprattutto in versione autocisterna “aerodinamica”.
La scelta di un automezzo così poco comune è peraltro in linea con la politica della casa di Liverpool, sempre tesa a riprodurre prototipi inusuali. Realizzato in metallo pressofuso, il modellino è lungo 112 mm e risulta in scala 1/50 circa, quindi sensibilmente più piccolo rispetto alle autovetture della produzione Dinky dell’epoca, realizzate nella canonica scala 1/43.
Dal medesimo stampo vengono ricavati dalla Dinky quattro diverse varianti, oltre a questa ci sono infatti le autocisterne Mobilgas (numero 440), Castrol (441) ed Esso (442). Il Petrol tanker National Benzole esce di listino nel 1958. Oggi è un classico del marchio di Liverpool, che specialmente se corredato della sua scatola originale può spuntare quotazioni abbastanza elevate.


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MessaggioInviato: mercoledì 22 aprile 2020, 20:52 
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Una osservazione alla tua scheda, Gianni. Le autovetture Dinky Toys degli anni '50, ma anche degli anni successivi, non erano affatto in scala 1/43 vera, ma variavano tranquillamente dalla 1/40 alla 1/50, più o meno. Le americane, più grandi, avevano un maggiore rapporto di riduzione. E sì! I tank aerodinamici erano tipicamente americani.

PS Ecco un disegno pubblicitario del 1949 del veicolo vero


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 Oggetto del messaggio: Re: MUSEOGIOCANDO - Auto
MessaggioInviato: mercoledì 22 aprile 2020, 22:45 
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Iscritto il: sabato 3 maggio 2014, 18:54
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marconolasco ha scritto:
Le autovetture Dinky Toys degli anni '50, ma anche degli anni successivi, non erano affatto in scala 1/43 vera, ma variavano tranquillamente dalla 1/40 alla 1/50, più o meno.

Giusta osservazione. Diciamo però - a spanne - che mentre le automobili oscillavano mediamente intorno all'1:43, i veicoli commerciali erano sensibilmente più piccoli, gravitando fra l'1:50 e l'1:65.


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 Oggetto del messaggio: Re: MUSEOGIOCANDO - Auto
MessaggioInviato: giovedì 23 aprile 2020, 7:31 
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Immeritatamente tirato in ballo dal prof. Nolasco, ringrazio commosso e osservo leggendo questo revival museale.
La voglia sarebbe quella di uscire di casa, saltare in macchina e scendere a Senigallia a vedere dal vivo, ma non si deve, non si può.
Così decide CoronaVirus...
Mi accontento di seguire, come in molte altre faccende, in modo virtuale ma non virtuoso.

Della Studebaker autobotte Dinky ho un rottame completo in stazione di montaggio, bloccato sempre dal sopraddetto CoronaVirus. Era (a giudicare dai resti di vernice) una versione verde "petrol" (30P nella vecchia catalogazione Dinky). Diventerà di un ricco giallo National Benzole, in onore del mio colore preferito da bambino.

Joker ripercorre la strada che ho fatto anch'io sulla ricerca del futuristico furgone Holland Coachcraft. Anni fa, sulla Baia, comprai la versione rossa della Cantilever, che non ha le finestrature sul tetto. Un gioiellino scala 1/50 che si trova ancora in giro, a prezzi da orefice.
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 Oggetto del messaggio: Re: MUSEOGIOCANDO - Auto
MessaggioInviato: giovedì 23 aprile 2020, 9:37 
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Iscritto il: martedì 28 febbraio 2006, 21:10
Messaggi: 628
Salve Jocker!
A supporto della biografia di questo Studebaker, invio le immagini tratte dai cataloghi Dinky, in successione cronologica a partire da metà '56 sino all'ultima comparsa sul catalogo 1960. Mi sorprende l'alternanza delle livree. Il National compare da solo sul catalogo '57, prosegue con altre livree nel '58, mentre sul '59 e '60 resta solo il Mobilgas. Nel catalogo '61 non è più proposto.
Il mio esemplare è proprio di quest'annata, riconoscibile dalle gommine dentellate, come da catalogo.


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MessaggioInviato: giovedì 23 aprile 2020, 13:08 
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Iscritto il: sabato 3 maggio 2014, 18:54
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casper ha scritto:
Anni fa comprai la versione rossa della Cantilever, che non ha le finestrature sul tetto.
Benvenuto, grande Casper! Fammi capire: tu possiedi un esemplare della versione furgone? E non ce la fai vedere?


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