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 Oggetto del messaggio: Re: MUSEOGIOCANDO - Auto
MessaggioInviato: domenica 10 gennaio 2021, 14:05 
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Volendo rappresentare una fiera di macchine movimento terra, ho pensato di inserire fra i modellini, oltre al pubblico di visitatori, anche dei piccoli stand con scrivanie e poltroncine, dove i rappresentanti trattano le vendite con i possibili acquirenti.
Sto preparando anche gli striscioni con i vari marchi...


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 Oggetto del messaggio: Re: MUSEOGIOCANDO - Auto
MessaggioInviato: domenica 10 gennaio 2021, 14:10 
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Un particolare della zona acquitrinosa che circonda il piazzale della fiera, con una serie di palme lungo il bordo. Ad inizio e fine lavori.


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 Oggetto del messaggio: Re: MUSEOGIOCANDO - Auto
MessaggioInviato: martedì 23 febbraio 2021, 21:58 
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Ho un problema: quando scendono in pista la Arrows FA1 (poi squalificata perché copia della Shadows) e la A1?
Va bene che la A1 corre la prima parte della stagione 1979, ma con quale monoposto Riccardo Patrese partecipa nel 1978 al GP del Sudafrica e ai successivi Long Beach e Anderstorp (dove arriva secondo): con la FA1 o con la A1?
Altro dubbio: questo modellino si riferisce alla Arrows A1 del 1978 o del 1979?


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 Oggetto del messaggio: Re: MUSEOGIOCANDO - Auto
MessaggioInviato: mercoledì 24 febbraio 2021, 15:53 
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La FA1 debuttò in Brasile nel 1978, secondo GP della stagione. La A1 invece debuttò in Austria, sempre nel 1978, 12° Gp dell'anno.
Il modellino, che penso che sia il n. 59 della F1 auto collection Centauria da edicola, si riferisce al 1979 e dovrebbe essere la A1b, che corse le prime otto gare del 1979.


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 Oggetto del messaggio: Re: MUSEOGIOCANDO - Auto
MessaggioInviato: giovedì 25 febbraio 2021, 22:20 
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marconolasco ha scritto:
La FA1 debuttò in Brasile nel 1978, secondo GP della stagione. La A1 invece debuttò in Austria, sempre nel 1978, 12° Gp dell'anno.
Il modellino, che penso che sia il n. 59 della F1 auto collection Centauria da edicola, si riferisce al 1979 e dovrebbe essere la A1b, che corse le prime otto gare del 1979.

Perfetto. Mi premeva avere la conferma che la FA1 ha effettivamente disputato diversi gran premi.
Certo, la storia è interessante, fra accuse di spionaggio, arresti per illeciti finanziari (Franco Ambrosio), tre monoposto varate nel giro di pochi mesi, di cui una condannata al rogo, una così così (la A1-A1B) e una completamente sballata (la A2). Mi sono proprio divertito a fare le schede.
Grazie, Marco!


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 Oggetto del messaggio: Re: MUSEOGIOCANDO - Auto
MessaggioInviato: martedì 2 marzo 2021, 12:57 
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Suppongo che questa sia la Matra MS10 con la quale Stewart disputa le prime (quante?) gare della trionfale stagione 1969 di F1.
Rispetto alla versione dell'anno precedente, dispone dei due alettoni. Il mio dubbio riguarda il motore: è ancora il Cosworth oppure il V12 Matra della MS11?


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 Oggetto del messaggio: Re: MUSEOGIOCANDO - Auto
MessaggioInviato: martedì 2 marzo 2021, 17:16 
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Questa Matra è il n. 71 del 2017 della F1 Collection di Centauria. Riproduce la MS10 con cui Jackie Stewart vinse il G.P. del Sudafrica, prima gara del mondiale 1969. Nel successivo G.P. di Spagna debuttò la MS80.
La MS10 debuttò invece nel G.P. di Spagna del 1968.


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 Oggetto del messaggio: Re: MUSEOGIOCANDO - Auto
MessaggioInviato: sabato 27 marzo 2021, 22:03 
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Per provare a vincere la desolante monotonia di questi giorni pandemici tutti uguali e solitari, sto grattando il fondo del barile, dedicandomi alla stesura delle ultime marche che mancano all'appello. Sono quelle che, riguardando solo uno o due modellini della collezione di Museogiocando, erano state finora trascurate.
Come questa, che riguarda un Refuse Truck riprodotto da Matchbox e Corgi (Husky).
Non credo sia di eccessivo interesse, ma il data base va completato...

SHELVOKE & DREWRY

Nel 1922, Harry Shelvoke e James Drewry fondano a Letchworth, in Inghilterra, una fabbrica destinata a produrre piccoli veicoli commerciali. Il primo automezzo realizzato è il Freighter, un curioso camioncino a cabina avanzata aperta sui lati, caratterizzato da piccolissime ruote cerchiate in gomma.
Ciò che determina il successo commerciale del Freighter è il suo adattamento come veicolo per il trasporto di rifiuti urbani: dotato di un ampio cassone metallico ribaltabile, chiuso da diversi sportelli, per le sue piccole dimensioni si rivela di pratico uso nei centri cittadini e viene acquistato da diverse amministrazioni comunali.
Grazie a questo modello, la Shelvoke & Drewry si afferma rapidamente come costruttore specializzato di veicoli per la nettezza urbana, introducendo innovativi sistemi per la distribuzione e il compattamento dei rifiuti direttamente all’interno del cassone.
Una cinquantina di Freighter viene allestita per il trasporto di persone. Questa versione, chiamata Tramocar, è utilizzata fino agli anni ’50 in alcuni centri balneari britannici. Il Frighter viene costruito fino al 1940. Poi, come la gran parte delle aziende manifatturiere britanniche, durante la seconda guerra mondiale la S&D indirizza la produzione allo sforzo bellico, costruendo parti di aerei e carri armati e perfino un minuscolo sommergibile.
Alla fine del conflitto riprende la fornitura di automezzi per la raccolta di rifiuti, integrata con quelli destinati allo spurgo delle fognature, allestiti sia sullo chassis del Frighter sia sul nuovo W-Type lanciato nel 1946, dotato di una cabina chiusa ed equipaggiato con un motore a benzina di 3620 cc a valvole laterali. In questo periodo inizia anche la produzione di innaffiatrici stradali e di carrelli elevatori.
Nel 1960 viene introdotto il modello T-Series, con una moderna e spaziosa cabina realizzata in fiberglass su telaio di legno, con il parabrezza in due sezioni. Gli S&D T e TN sono normalmente equipaggiati con il compattatore automatico Pakamatic in alluminio.
Nel 1972, il Model N a cabina squadrata interamente metallica rimpiazza il T e l’azienda si lancia, in diretta competizione con la Dennis, anche nella fabbricazione di mezzi antincendio. Fino alla cessazione dell’attività, la Shelvoke & Drewry costruirà diversi esemplari di autopompe e autoscale, quasi sempre a doppia cabina, destinate ad aeroporti secondari o dipartimenti di vigili del fuoco di centri urbani medio-piccoli.
Nel settore rifiuti, sul nuovo telaio P-Series introdotto nel 1978 viene adottato il sistema Revopak. Efficiente ma complesso e dispendioso a causa dell’elevato consumo di carburante, questo compattatore non riesce a reggere la concorrenza del più economico Phoenix lanciato nel 1979 dalla Dennis. Di conseguenza, la S&D perde progressivamente quote di mercato e nel 1984 viene rilevata dalla statunitense Dempster Brothers.
Sotto la nuova proprietà la produzione prosegue sotto il marchio Shelvoke Dempster, puntando soprattutto sul modello americano Routechief, ma le vendite calano e l’azienda entra in crisi e viene assorbita dalla Dennis.
Per qualche anno viene mantenuto il nome Dennis-Shelvoke, ma dal 1992 sparisce agni riferimento al marchio S&D. Grazie alla loro robustezza, diversi veicoli per la nettezza urbana costruiti a Letchworth restano in servizio ben oltre gli anni duemila rimanendo comuni soprattutto a Malta.


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 Oggetto del messaggio: Re: MUSEOGIOCANDO - Auto
MessaggioInviato: sabato 27 marzo 2021, 22:35 
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A me interessano anche i refuse trucks, alias camion della rumenta...ecco i due SD, il T type Matchbox in scala 1/66 a sx e il successivo N type Corgi Toys in scala 1/48 a dx. Di seguito un vero N type.


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 Oggetto del messaggio: Re: MUSEOGIOCANDO - Auto
MessaggioInviato: domenica 28 marzo 2021, 12:50 
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E allora ecco un altro marchio che ci è caro per il dumper riprodotto da Dinky e Matchbox e per lo
scraper della Mercury:

EUCLID

La Euclid Crane and Hoist Company viene fondata nel 1909 nella città di Euclid, nello stato dell’Ohio da George A. Armington e si afferma rapidamente per la buona qualità delle sue gru e scavatrici a vapore.
Nel 1924, il primo dei cinque figli di Armington, Arthur, progetta e costruisce un innovativo modello di cingolato semovente da utilizzare per lavori stradali, l’Automatic Rotary Scraper. Visto il buon esito del macchinario, Arthur indirizza decisamente l’azienda verso il settore del movimento terra, realizzando altri due modelli, l’Euclid Wheeler (a ruote) e l’Euclid Contractors Special, uno scraper destinato a “grattare” terreni particolarmente compatti, che riscuotono un buon successo commerciale.
Nel 1926, in seno alla Euclid Crane and Hoist nasce la Euclid Road Machinery division, volta alla produzione di veicoli specificamente progettati per l’utilizzo nei grandi cantieri di opere pubbliche, al posto dei comuni autocarri adattati per lavorare in fuoristrada o delle ferrovie da campo di tipo Decauville ancora largamente impiegate all’epoca.
I primi mezzi realizzati, conosciuti come Euclid Tu-Way, sono dei cingolati e la loro scarsa velocità ne limita le prestazioni, per cui nel 1928 vengono introdotti dei modelli dotati di grandi ruote metalliche. Due anni più tardi vede la luce il primo automezzo provvisto di cassone ribaltabile ad azionamento idraulico, progettato da George Armington Junior.
La Grande depressione seguita al crollo della Borsa di Wall Street del 1929 non penalizza particolarmente l’attività della Euclid, i cui prodotti trovano impiego nel vasto programma di lavori pubblici del New Deal voluto dal presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt.
Nel 1933, la Euclid Road Machinery viene scorporata dalla casa madre, diventando un’azienda indipendente specializzata nella produzione di automezzi pesanti per il movimento terra. Il primo della serie è il Model 1Z, varato nel gennaio 1934, lungo 6,4 m e dotato di speciali, enormi pneumatici 17.5 x 24, e di un motore a benzina Waukesha da 100 cavalli.
Questo automezzo si rivela più performante del suo diretto concorrente, il Mack AP Super Duty realizzato per la costruzione della diga Boulder, che sebbene assai più grosso è ancora fondamentalmente il vecchio AC Bulldog con trasmissione finale a catena.
Il successivo Euclid Model Z è un dumper articolato, nello stile del Caterpillar DW10, con lo scarico dal basso. Ad esso seguono diversi altri modelli di dumper e scraper sia a telaio rigido sia articolati. Nella seconda metà degli anni’40, la Euclid è la prima a impiegare sui propri mezzi la trasmissione automatica Allison messa a punto dalla General Motors durante la seconda guerra mondiale.
Nel 1948 viene lanciato il primo dumper a scarico inferiore dotato di due motori gemelli (il modello 50FDT-102W) e nel 1949 vede la luce il primo prototipo di Twin-Power scraper, (modello 51FDT-13SH), che entra in produzione l’anno successivo e rappresenterà uno standard costruttivo per il futuro.
Nel decennio successivo alla fine della seconda guerra mondiale la Euclid produce migliaia di scraper e dumper, fra i quali il modello R24 a tre assi da 50 tonnellate, lanciato nel 1951, che riscuote notevole successo. Sui propri mezzi, Euclid utilizza di preferenza i propulsori diesel Cummins, mentre i Detroit Diesel a 2 tempi della General Motors sono disponibili in opzione.
Alla fine del 1953, la Euclid Corporation viene acquisita dalla General Motors, in un affare che vede da un lato soddisfatta l’esigenza del maggior gruppo automobilistico statunitense di entrare nel settore del movimento terra e dall’altro la famiglia Armington assicurarsi capitali e capacità produttiva in misura mai vista prima.
George Armington muore a 89 anni di età, pochi mesi dopo il passaggio della Euclid sotto il controllo di GM. Dei suoi figli, Arthur era morto improvvisamente nel 1937; Stuart e Everett si ritirano nel 1953 e George Junior nel 1958; il più giovane, Ray, farà altrettanto nel 1960, dopo essere rimasto per sette anni a capo della Euclid Division in seno alla GM.
Gli anni ’50 e ’60 vedono la Euclid conquistare ulteriori fette di mercato, sia nel settore degli scraper sia in quello dei dumper, che vengono in sempre maggior misura equipaggiati con i motori GM, relegando i Cummins in secondo piano. I mezzi pesanti dal caratteristico colore verde pallido, con portate che spaziano da 10 a 105 tonnellate, vengono esportati in tutto il mondo.
In questo periodo Euclid sperimenta vari modelli di dumper articolati, che combinano un trattore a due assi con un rimorchio di enorme capacità (fino a 110 tonnellate) dotato di portelli di scarico longitudinali sul fondo. Vengono introdotte anche i primi esempi di pale caricatrici articolate, oggi molto comuni, nonché caricatori mobili a nastro.
Nel 1959, la General Motors viene accusata di infrazione alla legge antitrust in quanto detentrice di una posizione dominante sul mercato. La compagnia resiste giudizialmente per 8 anni, finché nel 1968 acconsente a cedere la Euclid alla White Motor Corporation.
La GM crea quindi il marchio Terex, con il quale continua a commercializzare i dumper Euclid costruiti negli stabilimenti in Canada e in Scozia, dei quali ha mantenuto la proprietà. Anche lo scraper Terex TS14G deriva chiaramente da disegni Euclid. Solo dopo diversi anni la Terex introdurrà modelli di nuova progettazione.
Dopo l’acquisto da parte della White, la Euclid perde competitività, soprattutto perché la rete commerciale (rimasta legata alla GM) deve essere costruita ex novo, e ciò penalizza in particolare le esportazioni che rappresentavano lo sbocco principale della produzione.
Sebbene vengano varati nuovi modelli con portata fino a 210 tonnellate, le vendite ristagnano, e nel 1977 la Euclid viene ceduta alla Daimler Benz, che a sua volta la rivende nel 1984 alla Clark Equipment Company, dove viene fusa con la Michigan.
Successivamente viene costituita una joint venture paritaria fra la Clark Michigan Company e la Volvo AB, denominata VME (Volvo Michigan Equipment). Nel 1991 viene creata la VME North America, che tratta unicamente il marchio Euclid.
Nel dicembre 1993, la VME NA entra in joint venture con la Hitachi Construction Machinery, produttore di gru ed escavatori idraulici. Nasce così la Euclid-Hitachi Heavy Equipment, la cui proprietà viene poi interamente rilevata nel 2000 dalla Hitachi.
La nuova proprietà giapponese trasferisce i siti produttivi dall’Ohio a Guelph, in Canada, e commercializza una vasta gamma di dumper con il marchio Euclid, suddivisi in due fasce: nella prima sono compresi gli automezzi da cantiere fra 30 e 90 tonnellate di portata e nella seconda quelli da miniera in grado di trasportare carichi da 140 a 450 tonnellate.
Questi moderni mezzi da lavoro sono a gestione computerizzata e attrezzati per rispettare le normative in materia di limitazione delle emissioni nocive. Vengono esportati in Africa, Australia, Cina, Indonesia e America Latina. Alcuni modelli con portata da 32 a 36 tonnellate, costruiti in precedenza su licenza dalla Volvo in Polonia, vengono assemblati in India dalla Telcon, una joint venture fra Hitachi e Tata Motors.
Nel 2004, la Euclid-Hitachi diventa Hitachi Construction Truck Manufacturing. Il nome Euclid sparisce e il caratteristico verde pallido dei mezzi viene rimpiazzato dall’arancio.


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MessaggioInviato: domenica 28 marzo 2021, 13:30 
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Non ho i Mercury, per me fuori scala, ma il Dinky sì! Eccolo, riproduce un R-15 del 1947 in scala 1/48. L'altro Euclid di famiglia è un R-85B più o meno di fine anni '80 della Joal in scala 1/50.


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 Oggetto del messaggio: Re: MUSEOGIOCANDO - Auto
MessaggioInviato: domenica 28 marzo 2021, 14:32 
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Sì, direi anch'io che il Dinky (come il Matchbox) è un R15. Come vedi, ne ho messo un'immagine pubblicitaria a corredo della scheda Euclid. Tu hai qualche dato riguardo alla meccanica?
Il fatto che due ditte britanniche lo abbiano riprodotto mi fa pensare che l'originale possa essere stato costruito da quella "filiale scozzese" di cui ho trovato traccia scrivendo la scheda della Euclid.
Ma resta il problema del coso della Conrad del quale posto l'immagine: ne trovo traccia come Dresser, Haulpak, Wabco e Hitachi, ma ci sono anche diversi Euclid (come il tuo R85 Joal) che gli assomigliano molto...


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 Oggetto del messaggio: Re: MUSEOGIOCANDO - Auto
MessaggioInviato: domenica 28 marzo 2021, 16:42 
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Il Dinky è sicuramente un R-15 e quasi sicuramente costruito in GB. Qui molte informazioni, compresa la genesi del modello Meccano:

http://dtcawebsite.com/node/1027

Poteva avere cinque motorizzazioni, Leyland, AEC Cummings, Rolls Royce e GM, vedi il link:

https://contractormag.co.nz/classic-mac ... ump-truck/

Non mi pare che l' R-85B assomigli al tuo Haulpack...


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 Oggetto del messaggio: Re: MUSEOGIOCANDO - Auto
MessaggioInviato: lunedì 29 marzo 2021, 13:42 
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A integrazione del tema "camion de la rüera" ecco il modello del Shelvoke & Drewry in scala 1/76 della Oxford Commercials:

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 Oggetto del messaggio: Re: MUSEOGIOCANDO - Auto
MessaggioInviato: lunedì 29 marzo 2021, 14:20 
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Bellissimo il W-Type della Oxford! Peccato che essendo in scala 1:76 sia di difficile ambientazione. Grazie all'amico Gambadelegn.
Proseguiamo con i marchi di nicchia, interessanti solo perché artefici, come questo, dei prototipi di alcuni storici Matchbox (il K-1 e il 24/B):

WEATHERILL

Nei primi anni ’40, Fred Weatherill lavora come direttore finanziario alla Chaseside Engineering, azienda britannica che produce pale meccaniche su telai Fordson. Favorevolmente impressionato da una ruspa ad azionamento idraulico, Weatherill cerca di convincere il management della Chaseside ad adottare questa tecnologia, ma la sua proposta non viene accolta, per cui decide di fondare una pripria compagnia.
Nasce così a Tottenham la FE Weatherill, che realizza iI suo primo caricature idraulico nel 1950. Si tratta del modello 1H, basato sul trattore Fordson E27N Mayor e dotato di braccia ad azionamento idraulico ma con ancora un sistema meccanico per la rotazione della pala.
Il successivo 2H, basato sul nuovo Fordson Major Diesel con trasmissione a sei rapporti, un funzionamento completamente idraulico.
Con il modello 4HTW, Weatherhill introduce un sistema innovativo, con la pala che può passare al di sopra della macchina e scaricare il materiale dietro di essa. Ciò velocizza le operazioni di carico e le facilita in ambienti ristretti.
Lo stabilimento della Weatherill è poco distante da quello della Lesney, l’azienda che nel 1953 lancia i modellini Matchbox. Fra i due marchi si instaura una sorta di collaborazione: la Weatherhill fornisce scarti di metallo per la fabbricazione dei modellini, mentre la Lesney mette in commercio alcune riproduzioni dei caricatori prodotti a Tottenham.
Nel 1955 la Weatherill vara un caricatore con la trazione sulle ruote anteriori e quelle posteriori sterzanti, il modello 8H. Ad esso faranno seguito numerosi altri caricatori con le stesse caratteristiche, dotati di una grande manovrabilità. Il 42H, in particolare, riscuoterà un buon successo commerciale, venendo venduto fino al 1980 in più di 3.700 esemplari.
Verso la fine degli anni ’50 la Weatherill apre una nuova fabbrica a Welwyn, comincia ad usare il fiberglass per le parti non strutturali e introduce i primi caricatori a quattro ruote motrici, della serie L. Il modello più venduto è l’L61, dotato di un propulsore Ford 590E a sei cilindri e trasmissione Brockhouse.
Successivamente i Weatherill vengono equipaggiati con una trasmissione di propria costruzione e L62 è il primo a montare un motore diesel a due tempi Rootes. Altri modelli sono forniti con propulsori diesel a sei cilindri AEC o Perkins.
A metà anni ’70 vengono introdotti mezzi di maggiori dimensioni, con telaio articolato e motori diesel Leyland 600 e 680: gli L84 e L86, adatti al lavoro in cave o miniere. Accanto ad essi vengono offerti i compatti caricatori della serie S, con motori diesel Perkins a tre cilindri.
All’inizio degli anni ’80, con l’apertura delle frontiere commerciali, la FE Weatherill entra in sofferenza, perché non riesce ad essere competitiva con i macchinari importati dal Giappone e dagli Stati Uniti. Una sovvenzione governativa viene negata: “Signori - è la replica del ministro interpellato in proposito - quando la nave minaccia di affondare, bisogna gettare a mare parte del carico”.
La Weatherill segue il consiglio, chiude la fabbrica di Welwyn, licenzia 200 dipendenti e torna a stabilirsi a Tottenham con l’obiettivo di costruire piccoli caricatori a due ruote motrici per un mercato di nicchia. L’operazione tuttavia non ha successo e l’azienda chiude i battenti nel 1985.


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