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 Oggetto del messaggio: Re: A proposito di 685
MessaggioInviato: martedì 25 giugno 2013, 11:36 
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Mattia646 ha scritto:
Grazie Max per il tuo intervento, io resto convinto che una macchina del genere sarebbe un grande richiamo per gli appassionati di ferrovie di tutto il mondo, guardate la linea di una 691, una delle Pacific più eleganti della storia delle ferrovie di tutto il mondo, molto più leggiadra sui binari rispetto alle imponenti tedesche o francesi, insomma, in doppia trazione con una 685 che figura farebbe :?: :?: :?:


Mi spiace, ma Tornado e S 3/6 viaggiano e non sono prigioniere di qualche ignobile museo.


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 Oggetto del messaggio: Re: A proposito di 685
MessaggioInviato: martedì 25 giugno 2013, 12:44 
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Appunto Saint loro viaggiano...la nostra è "in gabbia"... :cry:


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 Oggetto del messaggio: Re: A proposito di 685
MessaggioInviato: martedì 25 giugno 2013, 13:00 
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Se posso dire la mia, non sono del tutto d'accordo con l'idea di un rientro in servizio della 691 022. E ci tengo a precisare che è forse la locomotiva che preferisco tra tutte quelle che abbiano mai circolato in Italia (dovreste vedere con quanta cura tengo il modellino Rivarossi).
Dico questo perché, nella situazione attuale, abbiamo tutti la certezza che se vogliamo ammirarla possiamo andare a Milano e recarci al museo, e lei è là ad aspettarci, mentre un ripristino funzionale implicherebbe non solo una collocazione più riservata, ma anche tempi tecnici (accudienza, rimessaggio ecc.) in cui sarebbe nascosta agli occhi del pubblico; per non parlare del rischio che succeda qualche incidente, e quello è l'ultimo esemplare rimasto del suo gruppo. Perderla sarebbe un danno irreparabile.
Certo, lo spettacolo di una Pacific in azione (magari con il VSOE) è un vero e proprio sogno; però, ora come ora, abbiamo già due 685 in attività, e se anche la 746 venisse rimessa in marcia avremmo davvero di che leccarci i baffi.


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 Oggetto del messaggio: Re: A proposito di 685
MessaggioInviato: martedì 25 giugno 2013, 14:03 
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Museo a parte.
E per essere concreti, oltre che appassionati di treni.
Così, un dato pratico, visto che il VSOE è un treno di oltre 700 t (più tre carri generatori se senza TE, perché di appositi non ve ne sono), qualcuno ha calcolato quante 691 servono a trainarlo a 100 km/h da Venezia o da Bologna a Milano o Bolzano, ovviamente senza intralciare la circolazione di altri treni, considerato almeno una sosta, ma forse né servono 2/3, per rifornimento d'acqua.
Le 691 e le 746, che hanno lo stesso generatore di vapore, sono accreditate di circa 1750 CV, +/- come una 445 (685 = 1350 CV).
Poi non dimentichiamo che è sempre una macchina da 20 t/asse con ruote da 2030 mm di diametro, di fatto oggi è considerata una scassa binari (al pari delle 428); la 685 ha 15 t/asse, c'è una bella e ed enorme differenza. Stessa considerazione delle 691 per la 746 che ha 4 assi e poco più di 16 t/asse.
Infine non credo che oggi sia così facile trovare fuochisti disposti a spalare carbone per le 691 e 746 ... quelle mangiano, e parecchio; non per niente le più potenti loco straniere vanno a combustibile liquido o a polvere di carbone, e con l'alimentazione automatica.
Così, giusto per, la BR 50 a quale velocità può circolare sulla linea del Gottardo?


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 Oggetto del messaggio: Re: A proposito di 685
MessaggioInviato: mercoledì 26 giugno 2013, 5:43 
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marco_58 ha scritto:
Infine non credo che oggi sia così facile trovare fuochisti disposti a spalare carbone per le 691 e 746 ... quelle mangiano, e parecchio; non per niente le più potenti loco straniere vanno a combustibile liquido o a polvere di carbone, e con l'alimentazione automatica.
Così, giusto per, la BR 50 a quale velocità può circolare sulla linea del Gottardo?


Non so se la tornado ha lo stocker, ma a vedere come era distrutto Jeremy Clarckson (http://en.wikipedia.org/wiki/Top_Gear_Race_to_the_North) direi di no, e nemmeno la S3/6. È bruciano carbone.


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 Oggetto del messaggio: Re: A proposito di 685
MessaggioInviato: mercoledì 26 giugno 2013, 9:14 
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La 691 è scassabinari quanto la Tornado, dal momento che hanno lo stesso diametro delle ruote motrici ed hanno lo stesso rodiggio (un po' più grandi di diametro le ruote portanti delle 691 ma non credo sia una differenza enorme).
Perchè in Inghilterra nessuno "la guarda male" mentre qui sì?
Detto questo possiamo essere solo felici di avere ben 2 685 in servizio e mi auguro che continuino a viaggiare...per la 691 mi rendo ben conto che sia solo un sogno ma continuo a sperare che un giorno possa tornare a sgranchire le sue ruote.
Per me i musei dovrebbero essere dei luoghi vivi, d'altronde il modellismo statico non mi ha mai fatto impazzire! 8)


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 Oggetto del messaggio: Re: A proposito di 685
MessaggioInviato: mercoledì 26 giugno 2013, 11:59 
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Mattia646 ha scritto:
.....Per me i musei dovrebbero essere dei luoghi vivi, ....

Infatti la fondazione oltre a conservare per i posteri quello che c'è, si prefigge proprio questo.


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 Oggetto del messaggio: Re: A proposito di 685
MessaggioInviato: giovedì 27 giugno 2013, 1:36 
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Mattia, il diametro delle ruote non c'entra nulla con la presunta aggressività del rodiggio(perchè è di questo che si deve parlare)nei confronti del binario. A parte che la parola "scassabinari"non dice gran chè da un punto di vista tecnico. Infatti l'aggressività(che pure questo è un termine"così,così" :roll: )vuol significare precoce usura del fungo della rotaia al reiterato passaggio di un certo tipo di rotabile e in tratti ben individuabili del tracciato ferroviario.

Per esempio le curve con interessamento della rotaia esterna. Ma gli aspetti sono vastissimi. per esempio i E326 deformavano i rami deviati degli scambi. Poi ci sono i fenomeni di disallineamento delle rotaie in curva a causa di eccessivi moti di serpeggio ma tutti questi eventi in tutto od in parte si riverberano anche sullo stesso rodiggio del rotabile. Usura precoce del bordino,tanto per dirne una o danni molto seri agli organi si sospensione. Balestre,molle o pendini.Insomma la casistica è vastissima....

Tornando alle 691....Queste ebbero vita assai lunga,sebbene per loro caratteristiche fossero utilizzate su linee pianeggianti e verso direttrici che avevano fermate ben distanti le une dalle altre.
Tutte le locomotive a vapore hanno potenzialmente una risultante aggressiva nei confronti del binario. Dipende da tipo di motore adottato(alternativo) e dalle masse applicate ai centri ruota per equilibrarne il funzionamento e da un miliardo di altre cose!.

A prescindere dal risultato finale e dal comportamento del carrello anteriore, è certo che alle alte velocità alcuni difetti si esaltavano. Ma questo riguardava anche le locomotive trifasi,visto il particolare tipo di trasmissione a bielle. Poi si deve tenere anche conto dell'armamento dell epoca che non è paragonabile a quello odierno. Il paragone con le E428, non è appropriato perchè, li vi fu una concomitanza di altri fattori.(baricentro alto,ripartizione del peso sugli assi e l'articolazione dei carrelli) Gli E326 in rettilineo erano soggetti a forze trasversali tanto potenti che i moti di serpeggio erano causa di svii.

Insomma se si vuole parlare seriamente(e potrebbe essere un argomento interessante) ci vogliono dei dati concreti.

Quando siamo andati a tornire i cerchioni della elettromotrice di S.Marino,abbiamo rilevato per tutte e 4 le sale,una differenza di ben 3 mm da un lato all'altro! Aggressività del rotabile verso il binario? No! semplice consumo anomalo dovuto al fatto di una predominante maggiore di curve di stretto raggio da un lato e il fatto che nei 12 anni di esercizio,l'officina mai provvide alla necessaria turnazione dei carrelli.

Su una certa ferrovia ti posso raccontare(altro esempio) che quasi tutti i rotabili dopo breve tempo dalla tornitura dei cerchioni,presentavano solo da un lato un anomalo consumo del bordino. Questo allarmò moltissimo il Capofficina che alla fine scoprì la causa nel mancato funzionamento dell'apparecchiatura ungibordo montate a terra!

Ci vuole prudenza....e certamente se mai la 691 dovesse tornare in pressione,oggi non ci sarebbe alcun problema per l'armamento!

Max RTVT


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 Oggetto del messaggio: Re: A proposito di 685
MessaggioInviato: giovedì 27 giugno 2013, 8:51 
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Grazie per la spiegazione tecnica, questo è un argomento molto interessante!
Anzi, si potrebbe aprire un topic sui mastodonti nostrani e parlare di tutti i problemi che hanno accompagnato la loro carriera, dalle 690/1 passando poi alle E 326 ed E 428 anche se sono stati trattati più e più volte.
Ciò significa, da quanto mi dici tu, che potenzialmente la nostra Pacific potrebbe essere rimessa un giorno sui binari senza preoccupazioni eccessive riguardanti l'usura dei binari, la notizia mi conforta, dovremmo dirlo anche al MST di Milano però! 8)


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 Oggetto del messaggio: Re: A proposito di 685
MessaggioInviato: giovedì 27 giugno 2013, 8:57 
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Mattia646 ha scritto:
dirlo anche al MST di Milano però! 8)


Ma hanno riaperto le parti chiuse della parte ferroviaria?


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 Oggetto del messaggio: Re: A proposito di 685
MessaggioInviato: giovedì 27 giugno 2013, 17:32 
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gully ha scritto:
Se però la tratta che stanno per affrontare è garantita libera da altri mezzi, e quindi senza potenziali pericoli, allora si potrebbe derogare (per quella tratta) al limite dei 50 Km/h
Giusto?

Giusto.
Non e' quello che a cui si potrebbe derogare, ma quello che si fa quando RFI concede la deroga.


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 Oggetto del messaggio: Re: A proposito di 685
MessaggioInviato: giovedì 27 giugno 2013, 20:43 
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Nome: Aldo Ivaldi
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Messaggi: 258
Località: Roma
Giancarlo Giacobbo ha scritto:
gully ha scritto:
Se però la tratta che stanno per affrontare è garantita libera da altri mezzi, e quindi senza potenziali pericoli, allora si potrebbe derogare (per quella tratta) al limite dei 50 Km/h
Giusto?

Giusto.
Non e' quello che a cui si potrebbe derogare, ma quello che si fa quando RFI concede la deroga.


Intendevo proprio che il DM può concedere la deroga ed autorizzare una velocità maggiore di 50 Km/h, non che il personale di macchina, di propria iniziativa, si lancia in corsa! :)

Grazie mille

Gully


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 Oggetto del messaggio: Re: A proposito di 685
MessaggioInviato: venerdì 28 giugno 2013, 6:47 
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Iscritto il: lunedì 16 gennaio 2006, 18:43
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Località: Terre d'Acqua - Regno di Mezzo
Torno "on topic" :

secondo Voi,
quali macchine (dalla 835 alla 691) accantonate o monumentate potrebbero essere "ragionevolmente" rimesse in funzione per treni storici oppure come succede in USA, per semplici manovre in scalo (senza impegno delle costosissime "traccie" di RFI e dei regolamenti sulla sicurezza) ?

Piero


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 Oggetto del messaggio: Re: A proposito di 685
MessaggioInviato: venerdì 28 giugno 2013, 7:36 
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Iscritto il: lunedì 16 gennaio 2006, 10:40
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Località: Vigonovo
Pieroc ha scritto:
Torno "on topic" :

secondo Voi,
quali macchine (dalla 835 alla 691) accantonate o monumentate potrebbero essere "ragionevolmente" rimesse in funzione per treni storici oppure come succede in USA, per semplici manovre in scalo (senza impegno delle costosissime "traccie" di RFI e dei regolamenti sulla sicurezza) ?



Poche. Le macchine monumentate rischiano spesso di diventare ruggine tenuta insieme dalla vernice. Quelle accantonate, beh, qualcuno dovrebbe riattivarle o permettere di riattivarle (nel permettere c'entra anche il dare risorse a chi è disposto a farlo e sa come fare).

Fare una cosa come fanno a Milano Smistamento? Sarebbe carino. Ma più carino sarebbe riuscire ad utilizzare linee dismesse o poco usate. Sinceramente, una 691 a tutta velocità potrebbe essere uno spettacolo incredibile, ma sarebbe una cosa brevissima.

Quasi quasi la preferirei su una linea dove la si può fare andare ad un'andatura più pacata, per godersela meglio.

E guardati in giro. Qualcosa del genere sta accadendo, una locomotiva fuori servizio dagli anni '70 dovrebbe tornare attiva in un futuro non così lontano ad opera di alcuni "pazzerelloni" dalle idee molto chiare e molto concrete. Sono veramente folli? Sono veramente fantastici? Acrostici bizzarri :).


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 Oggetto del messaggio: Re: A proposito di 685
MessaggioInviato: venerdì 28 giugno 2013, 11:10 
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L'aggressività degli E 326 per es. nei confronti del binario (e segnatamente dei deviatoi) era dovuta anche al fatto che i deviatoi dell'epoca ( mod. RA 36S o FS 46,3 per esempio) e quelli ancora esistenti hanno sia il telaio degli aghi (ago e contargo) che il cuore realizzati con rotaie perfettamente dritte per cui l'angolo che si viene a creare all'inserimento del rodiggio del locomotore sul ramo deviato è diverso da quello nominale dato dalla tangenza dello scambio stesso (se la tang. è 0.12 l'angolo che il rodiggio assume allinserimento su ramo dieviato può essere ad esempio 0,15) con conseguenti usure anomale sia del rodiggio che dell'armamento e se l'armamento ha il legname non in perfette condizioni il rotabile concorre al suo "scassamento" magari sviando per allargamento del binario. Se avete letto il libro sull'E 326 vi era segnalato di quanto l'asse della sala montata centrale si flettesse nell'inserimento nel ramo deviato degli scambi.
Carlo Pezzini


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