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MessaggioInviato: giovedì 26 aprile 2007, 13:19 
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No, ahime non è questo il difficile...

Ora so' vagamente parte dei costi che servono per rimetterlo a circolare...

Ho bisogno invece di sapere che costi ci siano a farlo muovere.. e di questi, tracce a parte, non so nulla...

C'è l'assicurazione, la conduzione, il carburante (ed i relativi consumi) ecc ecc...



Comunque a chi possa interessare, a breve verrà attivato un sito dedicato a questo progetto...


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MessaggioInviato: giovedì 26 aprile 2007, 13:37 
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Prima di tutto servirebbe un buon piano industriale, ossia qualche conticino, anche sulla carta della focaccia, che dimostri se l'operazione sta economicamente in piedi o no.

A quel punto si tira fuori la pecunia e si paga uno dei tanti, stranoti, costruttori in grado di restaurare quel gioiello.

Partire dal fondo, ossia dall'SCMT non ha senso, anche perché è più che verosimile che quel veicolo potrebbe godere di qualche deroga; per quanto riguarda la gestione, vedasi primo punto.


Ultima modifica di Ale Sasso il venerdì 27 aprile 2007, 15:24, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: giovedì 26 aprile 2007, 13:41 
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Senti LeN, parliamoci chiaro.

Se riuscirai a fare tutto quello che scrivi giuro che vengo a pulire i cessi del Breda ogni giorno....

Cmq....

Il Breda (così come Arlecchino, Settebello, ETR.401) sono assegnati alla Divisione PAsseggeri. NON alla regionale. Questo perchè anni fa c'era la lontana idea di far rinascere la Sezione per treni Charter a cui questi treni facevano parte. Poi vennero i manager, i tagli, i charter - nonostante se ne facessero tantissimi, sempre pieni - secondo loro non erano redditizi e segarono la divisione charter. I treni finirono accantonati e lo sono ancora.

Il MERS si appoggia alla Regionale. Anche volendo - so che ci hanno già provato - PER ORA questi treni non riescono a farli passare da una divisione all'altra. C'è qualcuno o semplicemente non c'è nessuno che tiene d'occhio 'sti treni e fa in modo che la situazione rimanga in stallo. Se il MERS poteva metetci le mani sopra l'avrebbe già fatto, almeno per portarli al coperto.

La tua idea di cacciare 700.000 euretti (lasciamo stare l'SCMT che su uno storico non è obligatorio) per far rinascere il Breda è encomiabile, ma se hai 'sti soldi da cacciare, vai a Roma, specifica che li cacci solo per il restauro del BReda, ti daranno una targa, ma finisce tutto lì.

Pensare di prendere in carico - dopo il restauro - questo treno e farlo girare come fosse la tua seicento Fiat per i binari italiani è follia pura.

Lo storico esiste ed ha le sue regole finchè rimane sotto le mani di Trenitalia, nel MERS. Se un soggetto privato qualsiasi avesse un TEE BREda o una motocicletta su rotaia, per farlo girare dovrebbe:

-riuscire a farsi vendere o cedere il mezzo da Trenitalia (trenitalia demolisce sempre piuttosto di vendere a privati...)

-re-immatricolare il mezzo presso il Min. dei Trasporti

-subire i controlli CESIFER, USTIF e chissà di chi altri cazzi

-adeguare il mezzo ad ogni richiesta degli organi di cui sopra

-installare SMCT (700.000 di prima + altri 250.000 solo per questo)

-trovare un luogo dove ricoverarlo (non un deposito FS, perchè dovresti pagare l'affito del binario)

-trovare gente abilitata alla guida che vada bene sia a te, sia a RFI/FS

-richiedere OGNi volta che vuoi muoverti la traccia con una serie di beghe cartacee e soprattutto pagarla

Questo è quanto.

Sei sceso sulla terra adesso?
Ti sei mai chiesto perchè quelli del museo piemontese hanno un sacco di materiale ma non possono far girare quasi un cazzo? Ti sei mai chiesto perchè lo stesso museo ha una 772 funzionante che non ha mai fatto un kilometro? Ti sei mai chiesto perchè il GRAF di Roma ha una 773 e una 772 FP e da anni sono a marcire in Dep a Roma senza muoversi?


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MessaggioInviato: giovedì 26 aprile 2007, 14:10 
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Quanto scritto da paolini.stefano è stato da me analizzato piu' volte tempo fa'... ovviamente ha ragione.. e ci mancherebbe... solo che...

ho motivo di credere (ma non solo io) che tutto cio' in realtà sia possibile... (ma non per questo ovviamente facilmente realizzabile)...

ho solo bisogno di ulteriori cifre e preferibilmente certe...

A trenitalia tempo fa' mi parvero disponibili (cavilli burocratici a parte) tanto da farmi ben pensare che fosse il caso di ben informarmi del resto piuttosto che del prezzo in se del restauro (che comunque andrebbe ben calcolato pure quello).


Un solo complesso viaggante anche in mano a dei privati ovviamente non potrebbe mai far problemi a trenitalia sicché non vedo la preoccupazione che possa avere trenitalia...

Io sopratutto ed altri ci siamo messi a leggere per bene tutta la normativa in questione... non è niente di trascendentale... è solo tanta e richiede precisione...

(e mi ricordano quei maledetti esami di analisi... non era roba difficile di per se.. era anche li semplicemente tanta e richiedeva precisione e tempo... come tutte le cose belle direi...)


Ripeto, forse sono io (perché anche qualche altro del gruppo ha un po' di dubbi) che vedo tutto fattibile con tutti gli sforzi che cio' richiederebbe...

ma credo che valga comunque la pena di provarci...

Magari a dossier sul "caso" completato potrebbe pure essere che interessi non solo a dei privati cittadini di partecipare ma anche a quanche altro soggetto...

(ok, sono visionario.. ma se per caso, dico un esempio eh, la provincia di belluno fosse interessata a ripristinare magari solo in certe date o periodi il freccia delle dolomiti partecipando alle spese del pedaggio ad rfi? non sarebbe malvagio no? magari non lo fara' la provincia di belluno ma son convinto che qualcosa si possa fare... fine della visione)


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MessaggioInviato: giovedì 26 aprile 2007, 14:34 
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Spero ci riusciate.

Buon lavoro.


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MessaggioInviato: venerdì 27 aprile 2007, 8:19 
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MERS: Molto Eterea e Rarefatta Struttura.


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MessaggioInviato: venerdì 27 aprile 2007, 10:56 
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Appena vedo il macchinista Gori o anche il Dallai gli chiedo come sta la storia dell'ALN Breda .


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Chiedigli anche com'è 'sta storia del MERS, se è in servizio, guasto, inesistente...


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MessaggioInviato: venerdì 27 aprile 2007, 15:29 
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Bah... al di là degli accenti (o meglio del linguaggio un po' troppo colorito) condivido il pessimismo di Paolini. Il TEE avrebbe un futuro solo se qualche società MOLTO ricca riuscisse a scucirlo a Trenitalia se lo portasse lontano dal nostro Paese.

Il resto son chiacchiere.


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MessaggioInviato: venerdì 27 aprile 2007, 15:51 
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tugnàz ha scritto:
Chiedigli anche com'è 'sta storia del MERS, se è in servizio, guasto, inesistente...

Opterei per le ultime due... :?


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MessaggioInviato: venerdì 27 aprile 2007, 16:05 
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Ale Sasso ha scritto:
Bah... al di là degli accenti (o meglio del linguaggio un po' troppo colorito) condivido il pessimismo di Paolini. Il TEE avrebbe un futuro solo se qualche società MOLTO ricca riuscisse a scucirlo a Trenitalia se lo portasse lontano dal nostro Paese.

Il resto son chiacchiere.

Non sono daccordo, basta guardarre le 668 o altri rotabili restaurati che non siano locomotive a vapore...


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MessaggioInviato: venerdì 27 aprile 2007, 16:36 
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Hai poco da essere d'accordo: i fatti son quelli.

Certo che fra tutti siamo riusciti a restaurare un bel po' di rotabili oltre alle macchine a vapore, ma proprio perché si conoscono i problemi del settore i più considerano velleitaria l'idea di recuperare il Breda.

Comunque è stato anche spiegato che il MERS non ci può far nulla. Io lo lascerei lavorare tranquillo visto che sta operando benissimo, almeno su quanto di sua competenza e tenendo di evidenti priorità.


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MessaggioInviato: venerdì 27 aprile 2007, 17:49 
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Ale, non badare. Tugnàz c'ha il dente avvelenato e ne approfitta.......

Se non ci fosse Cantamessa la 6681400, le 601 e tante altre belle robine non ci sarebbero.


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 Oggetto del messaggio: tee breda e....circolabilità storici
MessaggioInviato: venerdì 27 aprile 2007, 23:13 
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Iscritto il: giovedì 22 febbraio 2007, 22:36
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Uhmmm! Che ghiotta occasione questa del TEE Breda. Dunque io sono quel Massimiliano Marchetti che un bel giorno di tanto tempo fà ,Segretario del GRAF ,si prese la bega di far diventare il sogno di ogni appassionato ferroviario che si rispetti realtà:acquistare un treno e farlo circolare per il proprio ed altrui diletto.

Beh,ci sono riuscito e la storia iniziata nel 1992 si concluse alle soglie del 2000 con l'acquisto da parte del GRAF di ben tre automotrici e un carro merci in comodato d'uso gratuito.

Se tralasciamo il piccolo particolare che tutto questo materiale costato soldi fatica e altri soldi per la ricostruzione è attualmente letteralmente abbandonato,offrendo un indegno spettacolo di se (invito a fare foto)a S.Lorenzo e Viterbo,non per problemi di circolabilità,peraltro parzialmente risolti almeno per la 2451 ex ACT ma per il disinteresse dei miei ex soci per questi rotabili è senza dubbio vero che riuscire a far ricircolare un mezzo venduto come radiato da un impresa ferroviaria è si impresa difficile ma non impossibile.

Occorre:

che il rotabile sia corredato di tutta la documentazione riguardante il suo esercizio e la sua provenienza
che sia sottoposto da un officina autorizzata a una accurata RS
che sia preso in carico formalmente da un impresa di trasporto ferroviaria la quale lo inserisce come veicolo facente parte del proprio parco rotabili
cosa questa più facilmente ottenibile,si fà per dire ,in quelle imprese che hanno un Direttore di esercizio.

Che si ottenga l'autorizzazione e l'immissione in servizio dall'USTIF che sottopone il mezzo a relativo collaudo secondo la normativa promanata dal ministero dei Trasporti.

A questo punto il mezzo la cui disponibiltà reale passa all'azienda esercente e i rapporti con la proprietà del veicolo possono essere regolati da apposita Convenzione,può circolare sulla rete sociale in tutto o con le opportune limitazioni.

La circolazione in ambito FFSS è un altro paio di maniche . Per poterla ottenere,infatti,il veicolo deve essere abilitato dopo collaudo del CESIFER che comunque la può permettere solo su alcune linee e di volta in volta a discrezione del verificatore e non per un utilizzo continuativo.

Capitolo a parte il personale di condotta ,se abilitato dell'impresa esercente e con la scorta FFSS.

Ragazzi,queste sono solo le norme più evidenti ma ce ne sono molte altre....Ci vuole tempo pazienza infinita costanza e determinazione continua e naturalmente un progetto interessante per tutti che giustifichi una tale operazione e attribuzione di responsabilità.

La nettunia Sud riuscì a suo tempo nello scopo . Il Graf con il sottoscritto era riuscito a ottenere la circolabilità della aln 2451 da Catalano a Fabrica di Roma senza viaggiatori a bordo,però con la scorta tecnica....e i soci potevano essere scorta tecnica,le norme vanno pure interpretate.Era il primo passo...ma i miei ex soci persero il treno....peccato.

Max RTVT


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MessaggioInviato: sabato 28 aprile 2007, 3:23 
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Iscritto il: mercoledì 28 febbraio 2007, 15:41
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Adesso non vorrei passare per cattivo, mentalmente disturbato o cosa...

ma se rimetterlo a nuovo costerà un bel po'... io pensavo.. ma perché considerarlo storico? tanto vale metterlo in condizioni di circolabilità pari a quelle di mezzi ordinari...

il fatto che venga gestito come treno storico che vantaggi/svantaggi puo' avere?

e se invece venisse gestito come treno ordinario (pur riportato alla sua bellezza dell'epoca TEE) che vantaggi / svantaggi ci sarebbero?


Massimiliano, complimenti per l'opera compiuta :o


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