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| Treni Hitachi e Alstom https://forum-duegieditrice.com/viewtopic.php?f=16&t=89354 |
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| Autore: | levrierozoppo [ venerdì 26 agosto 2016, 18:49 ] |
| Oggetto del messaggio: | Treni Hitachi e Alstom |
Ben vengano i nuovi treni!!... Sostituiranno pian piano le tipiche composizioni MDVE-MDVC ormai gia' anzianotte...? |
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| Autore: | Piero G. [ sabato 27 agosto 2016, 13:56 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Treni Hitachi e Alstom |
levrierozoppo ha scritto: Ben vengano i nuovi treni!!... Sostituiranno pian piano le tipiche composizioni MDVE-MDVC ormai gia' anzianotte...? Certo che no; sostituiranno le ALe 724 e le Ale 582/642, molto probabilmente. Piero |
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| Autore: | Eurostar [ sabato 27 agosto 2016, 18:37 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Treni Hitachi e Alstom |
Da alcune parti leggo che sostituiranno anche le composizioni di vetture piano ribassato. |
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| Autore: | direttisssimo [ sabato 3 settembre 2016, 15:52 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Treni Hitachi e Alstom |
![]() l' etichetta di chi fa radioline, per far marciare un treno forse si dovrà servire di cio che è rimasto di ab. per non parlare dei sistemi metro e segnalamenti. |
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| Autore: | mallet [ sabato 3 settembre 2016, 16:10 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Treni Hitachi e Alstom |
Non credo proprio che un colosso mondiale come Hitachi abbia bisogno di imparare qualcosa da una fallimentare AB, semmai è proprio il contrario. |
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| Autore: | marco_58 [ sabato 3 settembre 2016, 16:33 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Treni Hitachi e Alstom |
Beh, Hitachi, in fatto di elettronica, in particolare, di potenza ha solo da insegnare, al pari di ABB, e Toschiba. Per quanto riguarda i treni è dura stabilire chi viene prima tra ABB e Hitachi (provare a chiedere e Siemens). Fermo restando che la parte costruzione veicoli ferroviari di ABB è stata ceduta a Bombardier. In poche parole, la Hitachi è la ABB made in Japan. Ricordo, ABB = Asea + Brown Boweri + Tecnomasioa Italiano: in pratica la storia delle trazione elettrica ferroviaria in mezzo mondo, e oltre. Il resto della storia: General Electric (Nord america), Hitachi (Giappone e Asia orientale). Ci sarebbe anche Alstom, ma quella è una storia tutta francese, così come Ansaldo per l'Italia. |
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| Autore: | direttisssimo [ sabato 3 settembre 2016, 18:02 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Treni Hitachi e Alstom |
secondo me se seriamente si riorganizzava ab, anche riportare luoghi di produzione al nord, aquirendo tecnici ex in pensione e avendo pazienza, si poteva fare. da buttare non era. (metro, tram, segnalamento) ma rimboccarsi le maniche e investire non va di moda oggi in italia, meglio vendere, anche con sts. a tutti costi. l'italia sta morendo. signori e signore. con questo passo l'italia sarà lo zimbello d'europa, lo è già . i spagnoli, i spagnoli!!! volevano le autostrade, ragazzi ve ne rendete conto??????, no so come è andata a finire....ma l'italia che cacchio acquista all'estero? una minchia. un'altro se ne vuole sbarazzare di magneti marelli, per avere subito grana, come lo fece con fiat ferroviaria nel 2000. manca uno stato serio, che controlla e impedisce di sbarazzarsene di siti strategici, come fa la francia. altro che alstom a siemens o GE., sopratutto questo governo, domandate a renzi cos'è AB, probabilmente neppure lo sa. ma qui da noi si vede l'invasione dapertutto, in lombardia i bus regionali ARRIVA, in mano a DB, ce lo scrivono pure sopra. |
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| Autore: | direttisssimo [ sabato 3 settembre 2016, 18:36 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Treni Hitachi e Alstom |
mallet ha scritto: Non credo proprio che un colosso mondiale come Hitachi abbia bisogno di imparare qualcosa da una fallimentare AB, semmai è proprio il contrario. infatti sul suo sito mette tutti prodotti suoi.... http://italy.hitachirail.com/ un metro automatica di ab si butta nel cestino e si rimpiazza con la propria..........che devi prima inventarla. come il frecciarossa 1000, sarebbe da buttare no? intante mettono ci mettono l'etichettina sopra |
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| Autore: | mallet [ sabato 3 settembre 2016, 19:14 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Treni Hitachi e Alstom |
Certo, per fortuna che è arrivata Hitachi altrimenti la tua AB era da tempo fallita, salvo essere mantenuta come peso morto per volontà politica a spese dei contribuenti. |
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| Autore: | direttisssimo [ domenica 4 settembre 2016, 8:11 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Treni Hitachi e Alstom |
mi sembra che non mi si voglia capire. ab era in uno stato sgradevole no? l'impegno di investire e reorganizzare il cosidetto polo ferroviario è mancato, buttando via un impresa centenaria. lo stato era assente, non si credeva all'ind, ferr.. serviva una cordata, come berlusconi fece per alitalia...... ora ha un partner ma alitalia c'è, cacchio. si vede proprio come in italia ci sia un avversione ad impegnarsi per difendere gli interessi nazionali. su tutto, anche ditte che fioriscono vengono buttate. primo o poi ciao italia. |
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| Autore: | marco_58 [ domenica 4 settembre 2016, 9:52 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Treni Hitachi e Alstom |
Alitalia, lasciamo perdere, il marchio resisterà ma tutto il resto no. E lasciamo satre i politicanti italiani, in fatto di italianità uno vale l'altro: cioè nulla. E tante industrie italiane, private, hanno solo cambiato sede legale (portata all'estero) e società capogruppo detentrice delle azioni, ma non il "padrone". Il gruppo AB è 30 anni che è al dopo frutta, ha solo vissuto per via sugli allori del passato, e dei prezzi migliori (ed in perdita praticati). Inutile nasconderlo, l'Italia da 100 anni non ha più generato imprenditori e classe dirigente degni di tale aggettivo (solo figli di ...), i risultati si vedono (e li tocco) tutti i giorni, in qualsiasi ambito imprenditoriale. Quindi, fin che ci si riesce, conviene tenersi fabbriche che danno lavoro e erogano salari/stipendi, ma con dirigenti stranieri che sanno quel che fanno. In campo ferroviario, siamo onesti, caduto il famoso muro, anche per Fiat Ferroviaria il mercato mondiale è caduto: vendeva solo in quei pesi*. * Per rendere i suoi carrelli universali, hanno dovuto comprarsi la SIG, quindi far sparire la loro produzione. |
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| Autore: | direttisssimo [ lunedì 5 settembre 2016, 11:18 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Treni Hitachi e Alstom |
marco_58 ha scritto: * Per rendere i suoi carrelli universali, hanno dovuto comprarsi la SIG, quindi far sparire la loro produzione. sono sorpreso per certe affermazioni. il carrello y fiat negli anni 70 vinse il concorso per le eurofima e si videro e vedono ancora su moltissime z in europa. altro che. comprò la sig per il pendolino a spinta elettromeccanica, che non ebbe molta distribuzione. |
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| Autore: | aesse61 [ sabato 10 settembre 2016, 23:35 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Treni Hitachi e Alstom |
a novembre 2015 Hitachi conclude per AnsaldoBreda, con i conti in rosso, che diventa Hitachi Rail Italy; a giugno 2016 Hitachi Rail Italy ha i conti in attivo. http://blog.tuttotreno.it/15960-da-ansaldobreda-nasce-hitachi-rail-italy/ http://iltirreno.gelocal.it/pistoia/cronaca/2016/06/02/news/i-conti-tornano-in-attivo-hitachi-dati-straordinari-1.13582776 cambia il management, tranne l'amministratore delegato che rimane il medesimo. qualcosa mi sfugge ...... a pensar male, si fa peccato, però ........... |
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| Autore: | marco_58 [ sabato 10 settembre 2016, 23:50 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Treni Hitachi e Alstom |
Si, va bene, però bisogna leggere bene i bilanci (sapendolo fare), poi in questo caso bisogna vedere cosa, e come, ha veramente comprato Hitachi del passato. |
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| Autore: | davscarna [ mercoledì 28 dicembre 2016, 4:36 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Treni Hitachi e Alstom |
beh ma il problema per tutte quelle aziende del settore che sono ormai passate a miglior vita (anzi, a miglior offerente) non è di certo stato l'assenza di personale qualificato ma l'assenza di politiche adeguate per questo settore. In un paese in cui il trasporto su ferro è in caduta libera da oltre 30 anni, vedo molto impegnativo poter resistere con un bilancio a fine anno in positivo... Dopo di che bisognerebbe essere coerenti con il pensiero esposto: non si può pensare di portare ad "antichi splendori" l'industria ferroviaria italiana e pretendere di accaparrarsi anche il mercato estero con la stessa logica attuativa che oggi adoperano grandi multinazionali estere nei nostri confronti. Insomma, il mercato o è libero, con concorrenza "spietata" e compravendite che fanno venire il voltastomaco ai più protezionisti, oppure si nazionalizza tutto, senza però pretendere di andare ad attuare le stesse medesime politiche espansionistiche altrove... |
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