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 Oggetto del messaggio: Re: Il giocattolo si è rotto??
MessaggioInviato: mercoledì 2 settembre 2026, 14:07 
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Iscritto il: giovedì 2 marzo 2006, 19:02
Messaggi: 997
Ghig85 ha scritto:
Il concetto di vendita delle ditte ormai è chiaro e lampante: concentrarsi solo su fasce d'età dai 50 anni in sù di modellisti/collezionisti e spremergli ben bene il portafoglio fino alla fine. Quando tutte le vecchie generazioni saranno passate a miglior vita, le ditte chiuderanno bottega con un'ottima pensione (visto che ogni giorno che passa giocano sempre al rialzo dei prezzi) senza aver bisogno di concentrarsi sulle nuove generazioni. Questo è il mio pensiero vedendo come si stanno evolvendo gli eventi.
Speriamo non si così, la tendenza però è quella che dici. Se chiuderanno qualche nuova realtà nascerà magari rivolgendo la propria offerta a modellisti più giovani e quindi con un'offerta più alla portata.


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 Oggetto del messaggio: Re: Il giocattolo si è rotto??
MessaggioInviato: giovedì 3 settembre 2026, 6:15 
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Nome: Lippo Lippi
Iscritto il: lunedì 5 febbraio 2007, 21:41
Messaggi: 5247
I giovani hanno troppe alternative oggi, una volta ti chiudevi le giornate in casa con l'ovale ed i trenini da far girare, oggi te li vedi i bambini o i ragazzini della stessa età fare le stesse cose?


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 Oggetto del messaggio: Re: Il giocattolo si è rotto??
MessaggioInviato: giovedì 3 settembre 2026, 8:46 
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Iscritto il: lunedì 16 gennaio 2006, 16:40
Messaggi: 1110
Località: Fabriano (AN)
intercity713 ha scritto:
https://drive.google.com/file/d/1OGyHOBeqJYMdQiAsJuQukIQlL9MsTwzb/view


Ecco i risultati del sondaggio nella prima revisione. Al momento con 238 risposte totali, più avanti faremo altre revisioni. Il sondaggio resterà aperto a tutti e verrà pubblicizzato anche con altri mezzi in modo da aumentare il bacino. Buona lettura!


Risposto al sondaggio stamane. Grazie infinite per il vostro lavoro!


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 Oggetto del messaggio: Re: Il giocattolo si è rotto??
MessaggioInviato: giovedì 3 settembre 2026, 11:26 
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Nome: Marco Panizzi
Iscritto il: mercoledì 18 gennaio 2006, 13:35
Messaggi: 218
Località: Livorno
Complimenti per l'analisi molto ben stratificata.
Veramente un bel lavoro.

Lascio le strategie agli esperti di marketing ma sono rimasto sorpreso dal
fatto che non ci sia soltanto una grossa platea di over 50.
Riportare il fermodellismo (con modellismo al seguito, ossia capacità di fare qualcosa muovendo le mani)
a qualche decennio fa lo ritengo poco probabile ma intanto il giocattolo proprio rotto non mi sembra.

Saluti

Treno amaranto


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 Oggetto del messaggio: Re: Il giocattolo si è rotto??
MessaggioInviato: giovedì 3 settembre 2026, 15:42 
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Iscritto il: mercoledì 25 gennaio 2006, 1:23
Messaggi: 389
Ghig85 ha scritto:
Quando tutte le vecchie generazioni saranno passate a miglior vita, le ditte chiuderanno bottega con un'ottima pensione (visto che ogni giorno che passa giocano sempre al rialzo dei prezzi)

Sì, vabbè, ma questa è proprio farla fuori dal vaso!
Non c'è una ditta delle storiche che sia passata di mano, ma passata di mano non per guadagni stratosferici ma per conti in rosso.
Per riportarli in verde hanno perso il cuore, quel che ti faceva capire cosa avevi comprato solo guardando e avendo in mano il modello, senza guardare marchi stampati, ma quando comanda chi vuol fare $$/€€ senza interesse se sta producendo fagioli, modelli o spazzolini, è inevitabile.
Dove li vedi i stratosferici guadagni?

Adesso vado indietro.
Come detto da aln668.1700 all'inizio per regalo o paghetta l'unica a portata era Lima, ma la soddisfazione della prima 636 Roco fu epocale, ma l'età era salita a 24 anni e già vari stipendi presi!
L'unica attuale che si può paragonare, è Piko nella serie economica, ma come Lima dell'epoca sempre bersagliata di critiche. Quindi modelli sempre più raffinati, ma prezzi sempre più in salita! Sempre a chiedere modelli più semplici ed economici, per gridare poi giocattolo, simulacro, ...
Da questo punto si è incartati e non se ne esce.

Ben fatto a fare il sondaggio, ma che poi le richieste si trasformino in acquisti, è un altro discorso.


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 Oggetto del messaggio: Re: Il giocattolo si è rotto??
MessaggioInviato: giovedì 3 settembre 2026, 16:32 
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Nome: Luca
Iscritto il: mercoledì 8 luglio 2015, 8:47
Messaggi: 872
Località: Perugia
Non saranno guadagni stratosferici ma per realizzare un nuovo progetto con un nuovo stampo devono guadagnare il giusto perché fare uno stampo per una nuova locomotiva o carrozza non è per niente economico. Non credo poi che le ditte di modellismo ferroviarie attuali se la passino così male visto che con le serie limitate molto spesso fanno il tutto esaurito in poco tempo a prezzi parecchio alti per l'acquirente. E credo che guadagnino parecchio bene visto che ogni mese escono molte carrozze e molte locomotive italiane, più molto materiale straniero. Se il guadagno fosse basso non produrrebbero tutto questo nuovo materiale ogni mese no?


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 Oggetto del messaggio: Re: Il giocattolo si è rotto??
MessaggioInviato: venerdì 4 settembre 2026, 6:24 
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Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 8:53
Messaggi: 6353
Località: Bruschi
Molte sono ricoloriture di stampi stra ammortizzati...per un progetto da zero di una macchina ci vanno tra i 200Ke i 300K... se non ne fai diverse versioni , non ti bastano i 250 pezzi della versione numerata .
Poi... Roco era fallita , Fleischmann non fà più Ho ed era fallita , il gruppo Lima Rivarossi era fallito , Hornby non è in chissà quali ottime acque è stata delistata e 20 anni fà valeva 240 sterline , oggi 14. L'unica che regge è Marklin perchè il suo prinipale azionista è uno che si chiama Krupp...
Quindi ci sono tutti gli altri , che per sopravvivere devono produrre e immediatamente rientrare del capitale con il delta ...Oskar , Ls model , Acme , B-model , Ree , Aimx , con conseguenti scelte commerciali.
Se questo è un indice che il settore del nostro hobby vada bene...ppi comunque a noi poco ci importa , non abbiamo rischio di impresa , ma dobbiamo sopportare , se vogliamo acquistare ,che i prezzi continuino ad aumentare


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 Oggetto del messaggio: Re: Il giocattolo si è rotto??
MessaggioInviato: domenica 6 settembre 2026, 20:42 
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Nome: Carlo Boninsegna
Iscritto il: giovedì 7 aprile 2016, 19:46
Messaggi: 419
Località: Thiene (VI)
Ringrazio tutti quanti di cuore per i commenti positivi, per le critiche costruttive e per continuare a rispondere al sondaggio che è arrivato quasi a quota 260 in pochi giorni.

Rispondo alle varie considerazioni fatte in un unico messaggio, per non intasare la discussione del forum.

La prima considerazione sui numeri: 238 risposte sono già un gran numero, bisogna considerare che è un sondaggio e quindi si prende un piccolo campione il più variegato possibile per stilare una statistica. Si conti che su sondaggi di voto nazionale ad esempio il campione si aggira attorno a 1000 persone su una popolazione di 50 milioni di votanti.
In Italia stimo poco meno di 10 mila fermodellisti, di questi se si prende il numero di quelli "attivi" che comprano e che praticano l'hobby il numero secondo me scende della metà.
Con numeri così 238 è già un buonissimo campione, soprattutto considerando che è stato preso in maniera variegata per coprire quante più fasce possibili. Il sondaggio ha girato sul forum, online tramite la mia pagina facebook, instagram, tutti i maggiori gruppi facebook di appassionati, e per finire tramite vari amici l'abbiamo fatto girare per le chat di molti club fermodellistici.
Come è scritto nel resoconto, il sondaggio resta aperto e nel tempo faremo degli aggiornamenti dei risultati man mano che le risposte cresceranno. Per la cronaca, le circa venti risposte in più avute in questi giorni confermano l'andamento dei risultati.
Ovviamente più sono le risposte, più preciso è il risultato, ma già con questi numeri a mio avviso abbiamo un quadro generale della situazione, magari le percentuali varieranno di un pochino, ma non cambieranno completamente il risultato. Magari un 35% di adesso diventerà un 37 o un 32, ma non penso proprio passerà all'80%, questo voglio dire.


Per rispondere a Claudio e a altri che hanno cominciato la discussione sui giovani, vorrei fermarvi un secondo e invitarvi a rileggere i dati. Abbiamo stilato appositamente una categoria "giovani" per indicare tutta una generazione che in maniera macroscopica va dai zero ai 39 anni. Sono quelle persone nate da fine anni 80-inizio90 fino a oggi. Tutti questi hanno vissuto in un'età che va dall'adolescenza fino alla prima infanzia la ferrovia dall'epoca XMPR in poi fino a arrivare a quella attuale. In sostanza, coloro che hanno vissuto la modernità in giovane età e quindi che hanno probabilmente forgiato la passione per il treno in quel periodo, periodo che invece è visto a livello generale in maniera più negativa dalle altre due macro-generazioni che invece hanno conosciuto in lungo e in largo la ferrovia precedente.
Questo per dire che i giovani di cui parliamo sono i ventenni e i trentenni. La fascia 0-18, che raggruppa quindi bambini e ragazzi, è pressochè inesistente con pochissimi voti. Le richieste e le considerazioni fatte vengono quindi da persone che sono già nel mondo del fermodellismo, che hanno un'età dove lavorano e fanno famiglia. Per dirvi, io sono della stessa generazione, classe 1997, e lavoro da quasi 6 anni dopo un percorso di studi fatto nei 3 anni precedenti. La scuola l'ho finita 10 anni fa... Molti miei coetanei oggi sono sposati e hanno figli. E rientro ancora nella fascia dei ventenni, figurarsi i trentenni. Ergo, il tempo è andato avanti e non siamo più ragazzini ma parte integrante del mercato e dell'hobby.
Le considerazioni, legittime, sui prezzi e sul "non produrre cose richieste perchè i ragazzi non possono spendere 500 euro per un TAF" ad esempio (frase che sento spesso dire in tanti ambienti), trovano il tempo che trovano proprio perchè non ci stiamo rivolgendo a ragazzini ma a uomini maturi già dentro al mercato, semplicemente di una generazione successiva a quella classica che il mercato continua a abbracciare.
Conosco tanti coetanei miei tra il club e il negozio che frequento (al nordest fortunatamente è un hobby molto vivo ancora) e vi posso assicurare che i ventenni e i trentenni comprano fior fior di locomotive Roco o Acme, e fior fior di set di carrozze di LS models o carri delle varie NME e compagnia bella... con i prezzi che tutti conosciamo per materiale di questa fascia. Se qualcosa gli interessa, lo comprano. Proprio perchè lavorano, hanno uno stipendio, esattamente come le generazioni successive. Quindi non penso proprio che determinato materiale richiesto da tutti questi modellisti rimarrebbe invenduto per il prezzo, solo perchè il soggetto non è la solita locomotiva trita e ritrita in castano isabella.

A questo discorso aggiungo quanto si dice sui giovani che oggi hanno il cellulare e non si appassionano ai treni. Non è vero, intanto perchè come detto il campione giovane non ritrae ragazzini, inoltre perchè anche 15 anni fa tutti avevano il cellulare, eppure a quanto pare la mia generazione a guardare i risultati esiste eccome. Lo stesso sondaggio fatto 15 anni fa forse avrebbe mostrato la stessa cosa, ovvero che gli under 18 non esistono quasi. Eppure noi che eravamo under 18 al tempo, oggi ci siamo eccome. Lo si spiega semplicemente perchè non è un hobby che si pratica da ragazzini, ma ci si avvicina successivamente proprio per i prezzi e per la tipologia di hobby in se. Se anche oggi andate a vedere, scoprirete che ci sono tantissimi ragazzini appassionati di treni che amano fare trainspotting. Oggi fanno quello, domani magari quando lavoreranno faranno fermodellismo.
Il ricambio c'è perchè già oggi i numeri dimostrano che abbiamo molti ventenni e trentenni, e sicuramente in futuro ci sarà anche con le prossime generazioni. La domanda da fare invece è, cosa sta facendo il mercato per tenere questi giovani e per assicurarsi che i ragazzini di oggi virino sul fermodellismo? Questo è trattato da tantissimi e vedo con piacere che ancora se ne discute qui. Da una parte tutta la questione dei prezzi, della mancanza di linee economiche. Dall'altra, la mancanza di soggetti. Noi cresciuti a pane e XMPR cosa abbiamo? Chi è cresciuto dopo con la ferrovia di oggi ha già qualcosa di più, specialmente nel reparto merci, ma manca ancora tantissimo e tutte le risorse sono sempre e solo indirizzate verso i soggetti antecedenti a metà anni '90. Non sono solo i prezzi, come indicato nei risultati, in media chi fa epoche più recenti è più insoddisfatto e in maggioranza è compreso nella generazione giovane. Generazione che oggi è presente, come già spiegato sopra, ma per quanto lo sarà ancora? Già molti coetanei stanno abbandonando l'italiano per fare estero, proprio per la mancanza di materiale moderno. Pian piano altri inizieranno a mollare, se non si cambia la rotta, sia per la questione dei soggetti che per la questione dei prezzi.


Per chi dice che le ditte avrebbero interesse a foraggiare solo i più vecchi perchè tanto poi quando vanno in pensione i manager possono chiudere, non penso proprio e mi pare, come già detto da qualcuno, farla fuori dal vaso.
Nessun manager può avere la volontà di far fallire la propria azienda perchè tanto "va in pensione". E' una cosa fuori da ogni logica che non merita nemmeno di essere commentata.
A mio parere il problema principale è che gli stessi manager sono parte delle stesse generazioni di modellisti, e per condurre una ditta di fermodellismo normalmente devi essere appassionato un minimo. In tanti casi gli stessi manager ragionano anche da appassionati e facendo parte in molti casi della serie di modellisti che "la vera ferrovia è solo la mia, il resto è male assoluto" non hanno la volontà di riprodurre certe epoche e certi soggetti per puro interesse personale. Inoltre si crea una sorta di "comfort zone" dove le ditte si sono abituate a foraggiare i soliti noti e a ricavarne profitto. Perchè cambiare e investire nel nuovo se questo sistema funziona? Peccato che non funzionerà in eterno, e in qualche decennio il loro bacino si ridurrà a zero, per ovvie ragioni biologiche. E a quel punto che fai? Quando tutto il mercato rimasto è quello che vuole XMPR o treni di oggi e tu hai fatto zero assoluto? Probabilmente a quel punto, per esasperazione, questi stessi appassionati saranno spariti per andare su altri mercati o su altri hobby, come detto sopra.


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 Oggetto del messaggio: Re: Il giocattolo si è rotto??
MessaggioInviato: domenica 6 settembre 2026, 20:45 
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Nome: Carlo Boninsegna
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Treno amaranto ha scritto:
Complimenti per l'analisi molto ben stratificata.
sono rimasto sorpreso dal fatto che non ci sia soltanto una grossa platea di over 50.


Treno amaranto


E' proprio questa la cosa importante da far venir fuori. Lo dico da anni, facendo parte della generazione giovane. Non esistono solo anziani, esistiamo anche noi ventenni e trentenni dentro al mercato e lo saremo sempre di più col passare degli anni.
Questo sondaggio ha confermato la cosa, i giovani ci sono eccome e non sono in minoranza... Se non li vediamo è perchè la maggioranza di questi non frequenta forum o eventi e tende a fare modellismo a casa propria


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 Oggetto del messaggio: Re: Il giocattolo si è rotto??
MessaggioInviato: domenica 6 settembre 2026, 20:52 
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Nome: Carlo Boninsegna
Iscritto il: giovedì 7 aprile 2016, 19:46
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lucab ha scritto:
Ghig85 ha scritto:
Quando tutte le vecchie generazioni saranno passate a miglior vita, le ditte chiuderanno bottega con un'ottima pensione (visto che ogni giorno che passa giocano sempre al rialzo dei prezzi)

Sì, vabbè, ma questa è proprio farla fuori dal vaso!
Non c'è una ditta delle storiche che sia passata di mano, ma passata di mano non per guadagni stratosferici ma per conti in rosso.
Per riportarli in verde hanno perso il cuore, quel che ti faceva capire cosa avevi comprato solo guardando e avendo in mano il modello, senza guardare marchi stampati, ma quando comanda chi vuol fare $$/€€ senza interesse se sta producendo fagioli, modelli o spazzolini, è inevitabile.
Dove li vedi i stratosferici guadagni?

Adesso vado indietro.
Come detto da aln668.1700 all'inizio per regalo o paghetta l'unica a portata era Lima, ma la soddisfazione della prima 636 Roco fu epocale, ma l'età era salita a 24 anni e già vari stipendi presi!
L'unica attuale che si può paragonare, è Piko nella serie economica, ma come Lima dell'epoca sempre bersagliata di critiche. Quindi modelli sempre più raffinati, ma prezzi sempre più in salita! Sempre a chiedere modelli più semplici ed economici, per gridare poi giocattolo, simulacro, ...
Da questo punto si è incartati e non se ne esce.

Ben fatto a fare il sondaggio, ma che poi le richieste si trasformino in acquisti, è un altro discorso.


Come scritto nella mia lunga risposta sopra, le richieste non vengono da ragazzini che prenderebbero serie economiche, ma vengono da ventenni e tantissimi trentenni. Tutte persone che lavorano e che sono già dentro al mercato... Inoltre molte delle stesse richieste vengono pure dai quarantenni.
Che le richieste si trasformino in acquisti non si può prevedere, ma è sicuramente molto più probabile che la gente acquisti quello che chiede che quello che non chiede, non credi? Ripetendo che queste richieste vengono da persone mature che lavorano, come citi i 24 anni e vari stipendi per un primo modello Roco serio. La paghetta e il trenino Lima rientrava in età scolastica, e tutta questa fascia nel sondaggio è praticamente inesistente, quindi non si pone neppure il problema.


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 Oggetto del messaggio: Re: Il giocattolo si è rotto??
MessaggioInviato: domenica 6 settembre 2026, 21:00 
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Nome: Carlo Boninsegna
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Ghig85 ha scritto:
Si è sempre detto che giovani curiosi ed interessati al mondo del fermodellismo (come tanti altri hobby) ce ne sono parecchi e più di quanto immaginiamo. Va visto e considerato se la curiosità diventa nel tempo passione da coltivare oppure se dopo poco annoia. Quando con i soci facciamo una volta l'anno l'apertura delle sale per mostrare il plastico sociale di 10 metri x 5 in funzione ai giovani, ci saranno ogni volta 20/30 bambini e ragazzi curiosi ed interessati. In 12 anni di circa 300 bambini/ragazzi (oggi cresciuti) NESSUNO è tornato a chiedere informazioni o ad approfondire il concetto di modellismo ferroviario forse anche perché c'è pochissimo materiale che loro hanno visto dal vivo o sono super stimolati/bombardati da altri svaghi elettronici. Il costo eccessivo dei modelli neanche si pone all'inizio perché il problema sta a monte. Non trovando più sul mercato gli start set economici con treni italiani attuali per iniziare il primo approccio, la scintilla non potrà mai partire. Spariti anche dalla circolazione spot televisivi o spot su internet come se il modellismo in generale deve essere fatto di nascosto. Lascio perdere poi il discorso: meglio modellismo o smartphone/social/videogiochi? perché se n'è parlato abbastanza. Infine torno a dire come già detto in precedenza: ma se ci sono tutti questi giovani appassionati e non solo curiosi dai 18 ai 29 anni (non più bambini e ragazzi quindi che in teoria dovrebbero lavorare ed avere uno stipendio) come mai nessuna ditta produttrice di modelli si concentra su questa fascia di età sfornando una marea di modelli della loro epoca ma si concentrano prevalentemente su fascie d'età più anziane?


La tua domanda finale è esattamente quello che sta dicendo il sondaggio. Le ditte non considerano, o lo fanno in maniera minima, le generazioni giovani che oltre ai ventenni includono anche tutti i trentenni. E queste generazioni esistono e stanno dicendo di essere le meno soddisfatte proprio per la minor considerazione delle ditte verso le loro epoche...

Per la questione dei ragazzini, è vero e succede anche al nostro club. Evidentemente perchè ci si avvicinano successivamente, quando crescono, finiscono gli studi e iniziano a lavorare, come dicono gli stessi numeri del sondaggio.
I telefonini e i videogiochi li avevamo con le stesse dinamiche anche 15 anni fa, quando bambini o ragazzi eravamo noi ventenni e trentenni di oggi. Eppure oggi ci siamo... Ergo, non penso sia il problema questo. E' un hobby per adulti che lavorano, non più un gioco per bambini. Quindi i ragazzi si avvicinano appunto quando diventano adulti che lavorano. L'ho detto nel commento sopra, se andate a vedere ci sono parecchi ragazzini appassionati di treni che non praticano fermodellismo, ma alla loro età preferiscono fare trainspotting o attività simili. E' tutto un bacino potenziale che negli anni potrà entrare in questo mondo.


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 Oggetto del messaggio: Re: Il giocattolo si è rotto??
MessaggioInviato: domenica 6 settembre 2026, 21:02 
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Bene...mancano però le considerazioni sul modellismo , ossia sul muovere le mani.
Sono ben contento che i "giovani" abbiano risorse e stipendi da spendere , ma mi sembra che nella risposta concentri il punto sull'acquisto...ma sulla manualità e sul fare come siamo messi?
Io penso che siamo messi male e questo non solo sui giovani ed è qui che giustifico le ditte a fornire modelli al massimo del particolare , tanto si comprano quelli anche ( spero non soprattutto ) per manifesta incapacità manuale.
per cui , il modellismo è marto ...il modellismo ferroviario fatto di acquisti e scatole in legno forse sopravvive...


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 Oggetto del messaggio: Re: Il giocattolo si è rotto??
MessaggioInviato: domenica 6 settembre 2026, 23:19 
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Nome: Luca
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Località: Perugia
Le risposte sono state chiare ed esaustive. Alla domanda di Claudio aggiungo anche che attualmente non c'è nessuna risposta (e mi rivolgo a tutte le ditte produttrici nessuna esclusa) sulla scelta di concentrarsi esclusivamente su fasce d'età anziane invece che concentrarsi su fasce d'età più giovani visto il grande bacino d'utenza di ventenni trentenni e quarantenni appassionati, venuto fuori grazie al sondaggio, disposti a spendere dai 200€ in su per l'acquisto di modelli/convogli di loro interesse senza alcun problema. O è una tecnica suicida da parte di tutte le ditte, oppure hanno le idee ben chiare su quale tipo di clientela orientarsi. Non dimentichiamoci che parliamo di imprenditori (sicuramente appassionati) che lavorano e investono per guadagnare (oltre che far felici i modellisti) non per la gloria. Quindi se hanno scelto di denigrare le fasce d'età giovani, non penso che lo abbiano fatto per fare un dispetto, sicuramente ci sarà un validissimo motivo che a me, ventenni, trentenni e quarantenni sfugge, non vedo altra spiegazione.


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 Oggetto del messaggio: Re: Il giocattolo si è rotto??
MessaggioInviato: domenica 6 settembre 2026, 23:22 
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Iscritto il: giovedì 6 agosto 2009, 22:02
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A parte che il sondaggio ne parla al punto 8.2, ma nel frattempo basterebbe farsi un giro sulla pagina FB di chi ha proposto il sondaggio. O solamente guardare con occhio obbiettivo chi c'è dietro ai vari plastici esposti nelle fiere. Oppure in qualche plastico sociale in costruzione.
Ci sono diversi giovani, l'ho scritto fin dalla prima pagina di questa discussione e il sondaggio lo ha confermano. Che poi muovino le mani per elaborare un modello, o per costruire un plastico, o per smanettare su un programma che fa girare i treni in maniera del tutto autonoma, come avviene nelle ferrovie reali, ma che cambia??? L' importante è che ci siano questi ragazzi.

Senza contare che nonostante i miei 25 anni di esperienza in questo campo, tutti sti smanettoni io non li ho mai visti. Quando c'era qualche necessità, ci si rivolgeva/rivolge sempre alla stessa persona e ci si metteva/mette in attesa del proprio turno da quanta richiesta ha sempre avuto.

Ne approfitto per complimentarmi per il lavoro svolto e anche per sottolineare una frase da orticaria " la vera ferrovia è solo la mia, il resto è male assoluto" che spesso popola in maniera fin troppo eccessiva i commenti di foto e video di treni reali nei social.


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 Oggetto del messaggio: Re: Il giocattolo si è rotto??
MessaggioInviato: domenica 6 settembre 2026, 23:35 
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Iscritto il: giovedì 6 agosto 2009, 22:02
Messaggi: 284
Per rispondere al dubbio leggittimo di ghig85, tra le varie motivazioni valide che possono esserci temo che ce ne possa essere qualcuna anche di meno valida. Da risposte ricevute a Verona e da confronti con altri appassionati aventi interessi simili ai miei, ho purtroppo maturato il sospetto che in alcuni casi, alcune aziende non abbiano un pieno polso della reale richiesta del mercato. Altrimenti non si spiega il senso di fare un modello inedito nella sua versione meno diffusa in termini di configurazione, di copertura temporale e di diffusione sul territorio.


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