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Ringrazio tutti quanti di cuore per i commenti positivi, per le critiche costruttive e per continuare a rispondere al sondaggio che è arrivato quasi a quota 260 in pochi giorni.
Rispondo alle varie considerazioni fatte in un unico messaggio, per non intasare la discussione del forum.
La prima considerazione sui numeri: 238 risposte sono già un gran numero, bisogna considerare che è un sondaggio e quindi si prende un piccolo campione il più variegato possibile per stilare una statistica. Si conti che su sondaggi di voto nazionale ad esempio il campione si aggira attorno a 1000 persone su una popolazione di 50 milioni di votanti. In Italia stimo poco meno di 10 mila fermodellisti, di questi se si prende il numero di quelli "attivi" che comprano e che praticano l'hobby il numero secondo me scende della metà. Con numeri così 238 è già un buonissimo campione, soprattutto considerando che è stato preso in maniera variegata per coprire quante più fasce possibili. Il sondaggio ha girato sul forum, online tramite la mia pagina facebook, instagram, tutti i maggiori gruppi facebook di appassionati, e per finire tramite vari amici l'abbiamo fatto girare per le chat di molti club fermodellistici. Come è scritto nel resoconto, il sondaggio resta aperto e nel tempo faremo degli aggiornamenti dei risultati man mano che le risposte cresceranno. Per la cronaca, le circa venti risposte in più avute in questi giorni confermano l'andamento dei risultati. Ovviamente più sono le risposte, più preciso è il risultato, ma già con questi numeri a mio avviso abbiamo un quadro generale della situazione, magari le percentuali varieranno di un pochino, ma non cambieranno completamente il risultato. Magari un 35% di adesso diventerà un 37 o un 32, ma non penso proprio passerà all'80%, questo voglio dire.
Per rispondere a Claudio e a altri che hanno cominciato la discussione sui giovani, vorrei fermarvi un secondo e invitarvi a rileggere i dati. Abbiamo stilato appositamente una categoria "giovani" per indicare tutta una generazione che in maniera macroscopica va dai zero ai 39 anni. Sono quelle persone nate da fine anni 80-inizio90 fino a oggi. Tutti questi hanno vissuto in un'età che va dall'adolescenza fino alla prima infanzia la ferrovia dall'epoca XMPR in poi fino a arrivare a quella attuale. In sostanza, coloro che hanno vissuto la modernità in giovane età e quindi che hanno probabilmente forgiato la passione per il treno in quel periodo, periodo che invece è visto a livello generale in maniera più negativa dalle altre due macro-generazioni che invece hanno conosciuto in lungo e in largo la ferrovia precedente. Questo per dire che i giovani di cui parliamo sono i ventenni e i trentenni. La fascia 0-18, che raggruppa quindi bambini e ragazzi, è pressochè inesistente con pochissimi voti. Le richieste e le considerazioni fatte vengono quindi da persone che sono già nel mondo del fermodellismo, che hanno un'età dove lavorano e fanno famiglia. Per dirvi, io sono della stessa generazione, classe 1997, e lavoro da quasi 6 anni dopo un percorso di studi fatto nei 3 anni precedenti. La scuola l'ho finita 10 anni fa... Molti miei coetanei oggi sono sposati e hanno figli. E rientro ancora nella fascia dei ventenni, figurarsi i trentenni. Ergo, il tempo è andato avanti e non siamo più ragazzini ma parte integrante del mercato e dell'hobby. Le considerazioni, legittime, sui prezzi e sul "non produrre cose richieste perchè i ragazzi non possono spendere 500 euro per un TAF" ad esempio (frase che sento spesso dire in tanti ambienti), trovano il tempo che trovano proprio perchè non ci stiamo rivolgendo a ragazzini ma a uomini maturi già dentro al mercato, semplicemente di una generazione successiva a quella classica che il mercato continua a abbracciare. Conosco tanti coetanei miei tra il club e il negozio che frequento (al nordest fortunatamente è un hobby molto vivo ancora) e vi posso assicurare che i ventenni e i trentenni comprano fior fior di locomotive Roco o Acme, e fior fior di set di carrozze di LS models o carri delle varie NME e compagnia bella... con i prezzi che tutti conosciamo per materiale di questa fascia. Se qualcosa gli interessa, lo comprano. Proprio perchè lavorano, hanno uno stipendio, esattamente come le generazioni successive. Quindi non penso proprio che determinato materiale richiesto da tutti questi modellisti rimarrebbe invenduto per il prezzo, solo perchè il soggetto non è la solita locomotiva trita e ritrita in castano isabella.
A questo discorso aggiungo quanto si dice sui giovani che oggi hanno il cellulare e non si appassionano ai treni. Non è vero, intanto perchè come detto il campione giovane non ritrae ragazzini, inoltre perchè anche 15 anni fa tutti avevano il cellulare, eppure a quanto pare la mia generazione a guardare i risultati esiste eccome. Lo stesso sondaggio fatto 15 anni fa forse avrebbe mostrato la stessa cosa, ovvero che gli under 18 non esistono quasi. Eppure noi che eravamo under 18 al tempo, oggi ci siamo eccome. Lo si spiega semplicemente perchè non è un hobby che si pratica da ragazzini, ma ci si avvicina successivamente proprio per i prezzi e per la tipologia di hobby in se. Se anche oggi andate a vedere, scoprirete che ci sono tantissimi ragazzini appassionati di treni che amano fare trainspotting. Oggi fanno quello, domani magari quando lavoreranno faranno fermodellismo. Il ricambio c'è perchè già oggi i numeri dimostrano che abbiamo molti ventenni e trentenni, e sicuramente in futuro ci sarà anche con le prossime generazioni. La domanda da fare invece è, cosa sta facendo il mercato per tenere questi giovani e per assicurarsi che i ragazzini di oggi virino sul fermodellismo? Questo è trattato da tantissimi e vedo con piacere che ancora se ne discute qui. Da una parte tutta la questione dei prezzi, della mancanza di linee economiche. Dall'altra, la mancanza di soggetti. Noi cresciuti a pane e XMPR cosa abbiamo? Chi è cresciuto dopo con la ferrovia di oggi ha già qualcosa di più, specialmente nel reparto merci, ma manca ancora tantissimo e tutte le risorse sono sempre e solo indirizzate verso i soggetti antecedenti a metà anni '90. Non sono solo i prezzi, come indicato nei risultati, in media chi fa epoche più recenti è più insoddisfatto e in maggioranza è compreso nella generazione giovane. Generazione che oggi è presente, come già spiegato sopra, ma per quanto lo sarà ancora? Già molti coetanei stanno abbandonando l'italiano per fare estero, proprio per la mancanza di materiale moderno. Pian piano altri inizieranno a mollare, se non si cambia la rotta, sia per la questione dei soggetti che per la questione dei prezzi.
Per chi dice che le ditte avrebbero interesse a foraggiare solo i più vecchi perchè tanto poi quando vanno in pensione i manager possono chiudere, non penso proprio e mi pare, come già detto da qualcuno, farla fuori dal vaso. Nessun manager può avere la volontà di far fallire la propria azienda perchè tanto "va in pensione". E' una cosa fuori da ogni logica che non merita nemmeno di essere commentata. A mio parere il problema principale è che gli stessi manager sono parte delle stesse generazioni di modellisti, e per condurre una ditta di fermodellismo normalmente devi essere appassionato un minimo. In tanti casi gli stessi manager ragionano anche da appassionati e facendo parte in molti casi della serie di modellisti che "la vera ferrovia è solo la mia, il resto è male assoluto" non hanno la volontà di riprodurre certe epoche e certi soggetti per puro interesse personale. Inoltre si crea una sorta di "comfort zone" dove le ditte si sono abituate a foraggiare i soliti noti e a ricavarne profitto. Perchè cambiare e investire nel nuovo se questo sistema funziona? Peccato che non funzionerà in eterno, e in qualche decennio il loro bacino si ridurrà a zero, per ovvie ragioni biologiche. E a quel punto che fai? Quando tutto il mercato rimasto è quello che vuole XMPR o treni di oggi e tu hai fatto zero assoluto? Probabilmente a quel punto, per esasperazione, questi stessi appassionati saranno spariti per andare su altri mercati o su altri hobby, come detto sopra.
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