Salve a tutti,
sono molto sensibile a questa tematica, soprattutto per "necessità"... le finanze di uno studente 19enne sono quelle che sono, e i rotabili che fieramente posseggo sono frutto di sacrifici. Per capirci, per me spendere 150 euro per una locomotiva/locomotore o 40/50 euro per una carrozza non sono cose da tutti i giorni, e il momento dell'entrata in possesso di un nuovo modello si trasforma in attimi di gioia.
Mi definisco diametralmente opposto al resto dei miei coetanei: io non spendo soldi per fare quelle cose che la società ci "impone" (vedasi discoteche, alcol... per non andare oltre), ma per realizzare quei progetti che mi fanno realmente felice.
Tornando in tema, è ovvio che io sia favorevole ai modelli economici. Mi permetto di dissentire sul motore G, che per quanto affidabile non si può dire che sia ancora attuale, e sul DCC, che sui modelli odierni è praticamente fondamentale (non per forza il decoder ma almeno la predisposizione). Le motorizzazioni cardaniche al giorno d'oggi non sono più così costose come in passato (l'esempio della D445 Lima è lampante), e sono necessarie per avere un buon funzionamento. Il costo maggiore della realizzazione di modelli deriva dalla combinazione tra:
- ricerca esasperata del dettaglio
- nascondere la motorizzazione per lasciar liberi gli interni, con funzionamento non sempre ottimale...
- costi di trasporto e sorveglianza nelle fabbriche orientali
(- pagamento delle royalties sugli stampi che non sono quasi mai di proprietà e tasse varie)
Detto ciò vedo purtroppo improbabile un ritorno in chiave moderna della cara vecchia Lima Vicenza (o simili). Vedo assai più probabile delle riedizioni di vecchi modelli a prezzi più abbordabili, come le 880 Roco dell'anno scorso o le 636/646 sempre Roco di qualche anno fa. Sono fermamente convinto che il miglior rapporto robustezza-qualità sia rappresentato dai modelli concepiti negli anni '90, e secondo me è questa la strada vincente per dei modelli di successo.
Altrimenti, per abbassare il prezzo, si potrebbero proporre dei modelli in kit: attenzione, per kit intendo i componenti del modello già stampati ma confezionati in modo da evitare la fase di assemblaggio in fabbrica, che sarà a cura del modellista. Ho smontato e rimontato un centinaio di volte la mia D345 Roco (anno 1992), la quale non ha mostrato alcun sintomo di debolezza: l'assemblaggio è semplice e a portata praticamente di tutti (se ce l'ho fatta io...

)!
Secondo me non è vero che il modellismo ferroviario sia appannaggio di coloro che hanno i capelli bianchi, in quanto alle fiere vedo sempre molti ragazzi e ragazzini affascinati dal transito di un "trenino"... certo gli "over" (non me ne vogliano

) guidano la domanda perché hanno più possibilità economiche e godono di una maggiore attenzione da parte dei produttori, ma credo che il ricambio generazionale ci sarà. Ovvio, dipenderà anche dalla lungimiranza dei produttori, che devono capire che io (e tanti altri giovani) non spenderò certo 100 euro per una carrozza semipilota.
E' soprattutto nel loro interesse favorire il ricambio generazionale, perché se noi giovani non ci appassioniamo loro a chi caspita vendono? Vedo questo flebile interesse purtroppo solo da parte di Roco/Fleischmann nei loro cataloghi "start", ovviamente mirati sui piccoli mangiacrauti piuttosto che su noi mediterranei... e sui loro stipendi!
Non tiro in ballo né l'UE né l'€ perché qui si parla di trenini e non di politica
Speranzosi saluti
Andrea