MarechiaroFS ha scritto:
Salve a tutti, sono un “giovane” appassionato di 28 anni. Per mia fortuna, ho intrapreso quest’hobby quando avevo 6 anni, non c’erano gli iPhone e neanche i videogiochi (per lo meno a casa mia), leggevo le riviste per riempire il tanto tempo vuoto e andavo a vedere i treni con mio nonno...
Mi fa un immenso piacere potere scambiare quattro chiacchiere con un ragazzo che potrebbe essere tranquillamente mio figlio, dato che mia figlia ha 33 anni...
Vero che gli iphone non c' erano quando eri piccolo, ma mi par strano che a casa tua non sia mai entrato un videogioco.
Mia figlia, che e' piu' vecchia di te di 5 anni, ha avuto Gameboy, Supernintendo, PS1 e PS2 ( e un mucchio di videogiochi) Poi basta, perche' con gli anni perse l' interesse. E questo nonostante io sia un dinosauro tecnologico...
I giochi, pero', e gia' dei ragazzi un po' piu' vecchi di te, quelli erano. Nessun soldatino, nessun trenino, qualche rarissima autopista che durava tre minuti e poi veniva buttata.
MarechiaroFS ha scritto:
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E’ innegabile che il modellismo in generale, e il nostro in particolare, viva intrinsecamente su scale temporali molto lente. Ci vuole pazienza. Si deve aspettare l’uscita di un modello, oppure il raggiungimento di una somma di denaro, oppure che la vernice asciughi e la colla faccia presa. Chi ha iniziato più di 20 anni fa, apprezza questa “lentezza”, perché così è abituato. Personalmente, la trovo rilassante, nella frenesia della vita quotidiana.
Per chi è più giovane, e approccia oggi il mondo modellistico, trova nella lentezza un ostacolo, perché è abituato a nutrirsi di interessi che vivono su scale temporali brevi o brevissime. I tempi di risposta di un social network sono nell’ordine dei secondi. Va da se che il giovane medio di oggi si stufi ancor prima di iniziare.
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Appunto. Il web, i social, l' immediatezza di informazioni in sovrabbondanza, ma non filtrate, alla lunga provoca deficit di attenzione, incapacita' a concentrarsi su di un singolo argomento, peggio ancora difficolta' di discernere l' utile dall' inutile, il vero dal falso, l' informazione dal gossip...
MarechiaroFS ha scritto:
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Per fortuna ci sono sempre delle eccezioni. Purtroppo, però, le eccezioni sono malviste in un contesto sociale. Oggi un ragazzo di 14 anni che manifesta una passione per il fermodellismo viene discriminato e/o bullizzato a scuola, perché anomalo. Gli hobby di oggi sono diversi, a 14 anni ci sono i videogiochi, i social e le trasgressioni. Io stesso, in adolescenza, ho temporaneamente abbandonato quest’hobby, per mancanza di persone della mia età con cui condividerlo. Mi sentivo diverso. Per fortuna oggi ho ricominciato, anche grazie a persone della mia età con cui condividere l’hobby, e ad una buona dose di nostalgia.
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La vita e' un labirinto di scelte. Bisogna, pero', che siano sempre le proprie, e non quelle degli altri.
Pensare ed agire come il "branco" e' facile, molto meno e' pensare ed agire con la propria testa.
MarechiaroFS ha scritto:
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Problema economico: a mio parere non sussiste, nel senso che è rimasto invariato nel tempo. Ci sono famiglie che regalano ai propri figli degli iPhone, famiglie che regalano treni elettrici e famiglie che non possono permettersi nessuno dei due. Dato che a me sembra che un iPhone lo abbiano quasi tutti, direi che è più una questione culturale.
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Invece il problema economico c' e', eccome se c' e'. Il problema e' anche sociale e culturale, se vuoi.
La famiglia in ristrettezze economiche in un qualche modo i soldi per il telefonino da 400€ per il figlio li trova. Se non altro per non farlo sentire un escluso sociale, un reietto, un diverso...
400€ per un "trenino" di una loco e tre vetture li spenderebbe ugualmente ? Anche perché per fare un plastichetto mica basta quel trenino, ben altro ci vuole...
MarechiaroFS ha scritto:
...Questione modelli economici per attrarre un bacino d’utenza più giovane: credo che la maggior parte dei giovani di oggi non si accontenti di un modello low-cost. I giovani di oggi non hanno pazienza, vogliono tutto e subito, hanno bisogno di tornare a casa e sfoggiare immediatamente il nuovo acquisto, possibilmente raro e costoso, su Facebook, in cerca di approvazione e fama momentanea all’interno della (ristretta) community. La passione si reputa esaurita quando il rateo di “like” su Facebook comincia a decrescere. In quest’ottica, le aziende che producono in serie limitata hanno colto benissimo la tendenza moderna.
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E invece di pazienza bisogna averne tanta...
Se non la si ha per un qualcosa di voluttuario, come un hobby, come si puo' averla per le cose veramente importanti della vita ?
Tutto e subito ? Questa, ormai, e' la societa' del poco e non si sa quando...
MarechiaroFS ha scritto:
...Per concludere, ciò che io apprezzo tantissimo del modellismo, cioè la complessità, è antitetica al plug and play moderno. Il digitale, la app Z21 per lo smartphone, sicuramente aiutano, ma temo siano ancora troppo poco per competere con i passatempi moderni. Temo ci si debba rassegnare al fatto che il modellismo è un hobby da over 30 (almeno), e che giustamente le aziende non investono sui giovani. Dovrebbero essere le famiglie ad investire sui loro giovani, "educandoli" ad apprezzare anche altre cose al di fuori dei tipici passatempi moderni, nella speranza che un giorno se ne ricordino. Probabilmente si sta pagando adesso l'impatto della rivoluzione tecnologica degli ultimi 10 anni.
Il fermodellismo, come qualunque altro hobby modellistico, non e' per questa o quella fascia di eta'.
E' per chi ha questa o quella passione, questo o quell' interesse.
Certo, il fermodellismo, non e' l' hobby "ideale" per quest' epoca del tutto e subito.
E neanche le famiglie possono piu' di tanto.
Io da bambino avevo la grande passione per i Lego. Provai a farne appassionare mia figlia, perché lo reputavo un gioco altamente educativo, che sviluppava l' intelletto, la fantasia, la manualita'. Niente da fare. Finche' giocavo io con lei, costruendo assieme una casa o un castello, bene, ma da sola neanche si avvicinava ai mattoncini. Ergo, il Lego non le interessava...
Le passioni non possono essere indotte, forzate, dall' educazione. Le passioni sono proprie, assolutamente autonome. L' ambiente esterno puo' influire solamente nel far conoscere questa o quella cosa.
Negli anni '60 e '70 il trenino era un gioco diffusissimo, all' epoca, anche se fa sorridere oggi, perfino "tecnologico". Ergo molti ne sono stati contagiati da bambini, magari l' hanno abbandonato da adolescenti, per poi tornare a dedicarvisi magari da adulti.
Ogni regola, pero', ha la sua eccezione.
A me da bambino non me ne fregava niente dei trenini. Eppure due confezioni Lima le avevo pure io...
A me piacevano i soldatini e i Lego. La passione per i soldatini ( mai morta, ce l' ho ancora ... ) da adolescente si trasformo' nella passione per il modellismo statico, militare ( rigorosamente 1:35, assolutamente WW2, carri armati e veicoli militari di terra tedeschi nella fattispecie ).
A 20 anni, pero', guardando nella vetrina di un importante negozio della mia citta' i kit novita' di Italeri e di Tamiya, vidi esposte la Br96 e la Bigboy di Rivarossi. Fu amore a prima vista. Il letterale "colpo di fulmine ". Entrai e comprai il catalogo Rivarossi. Comincio così... Anche se all' epoca, da studente, il massimo lusso che potevo permettermi era una rivista o un catalogo ogni tanto o un kit ( di carro, perche' quelli delle loco costavano troppo per me ) Trenhobby Rivarossi...
Saluti
Stefano.