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 Oggetto del messaggio: Sarà sempre un'illusione?
MessaggioInviato: lunedì 2 febbraio 2015, 23:00 
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Iscritto il: domenica 1 febbraio 2015, 21:40
Messaggi: 69
Salve a tutti. Vorrei avere una risposta ad un pensiero che da parecchio mi sta girando per la testa: perché in Italia non si può creare un pool di aziende che possano costruire dei modelli (nel nostro caso) ferroviari o legati all'ambiente ferroviario? I macchinari che hanno ii Cina sono gli stessi che esistono in Italia (creazione stampi, stampaggio modelli, verniciatura, tampografia. e via dicendo). Il file da cui partire è lo stesso sia per la Cina che per l'Italia: tempo (ricerca del materiale e creazione disegni) e costo sono unici. Quanto si risparmierebbe evitando continui viaggi e soggiorni in Cina e spedizioni via mare (anche se questo è il minimo). Inoltre si avrebbe il controllo del lavoro sempre sotto gli occhi degli interessati evitando fraintendimenti e "libere interpretazioni" delle maestranze cinesi se non controllate assiduamente (coloriture in partcolare). Non ditemi che è sempre colpa del costo del lavoro: LIMA EXPERT insegna costruendo modelli ottimi sotto tutti i punti di vista ad un prezzo già più contenuto. Con i nuovi contratti e le agevolazioni "promesse" alle aziende il costo dei modelli potrebbe essere migliore. Una considerazione: supponiamo che 1 kg di pere costi 2 €, è caro e non lo compro, ma se per lo stesso prezzo mi danno, ad esempio, 1 kg e 2 etti, lo prendo. Se invece di costruire 500 pezzi a 100 se ne costruissero 750 a 80 quanto inciderebbe all'azienda questo supplemento di produzione (ho sentito dire, ripeto "ho sentito", che costruire 500 o 1000 pezzi il costo è quasi uguale, ma non sono di questa opinione)? Il costo del progetto lo posso ammortizzare non su 500 pezzi ma su un numero maggiore (quante volte leggo o sento dire: "E' troppo caro, costasse di meno lo prenderei, anzi potrei anche prenderne due...").
Gradirei avere delle risposte da chi sia "veramente" a conoscenza di queste problematiche e non "per sentito dire". Grazie anticipate delle eventuali risposte e buon divertimento a tutti.
Claudio.


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 Oggetto del messaggio: Re: Sarà sempre un'illusione?
MessaggioInviato: lunedì 2 febbraio 2015, 23:17 
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Iscritto il: martedì 9 settembre 2008, 9:45
Messaggi: 2236
Località: Breil sur Roya
Un imprenditore, o un pool di imprenditori, dotati delle competenze e capitali necessari, secondo te si mette a fare tutto questo in Italia o va da un produttore cinese, gli da il file e aspetta il materiale finito, con un margine che è X volte quello che otterrebbe lavorando in Italia?
L'imprenditore cerca di ottenere un guadagno, con la Cina la momento è più alto, il discorso è semplice. Sono andati tutti là per questo, mica per altro.
Si guadagna facendo più pezzi a costo più basso, ok, ma aumenta anche il rischio, visto che a farne pochissimi a prezzo elevato si guadagna BENISSIMO, perchè rischiare? Ecco dove nascono le serie limitate...
La qualità è pessima, ci sono degli errori? Vero, ma visto che si vende lo stesso, che mi frega del controllo qualità?

Comunque le risposte precise con i numeri reali gli imprenditori non te le daranno mai, neanche sotto tortura. Se però ti sbatti a leggere in rete trovi molte informazioni che ti danno un'idea di come funziona.
Se ci fosse da guadagnare lo avrebbero già fatto, stai sicuro. Se nessuno lo fa è perchè con il sistema attuale si guadagna di più.

Ciao, alpiliguri.


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 Oggetto del messaggio: Re: Sarà sempre un'illusione?
MessaggioInviato: lunedì 2 febbraio 2015, 23:31 
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Iscritto il: martedì 15 agosto 2006, 12:09
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Ti rispondo per un altro settore...
Il tessile.
Era conveniente importare il cotone dalla Cina, lavorarlo in Italia, in stabilimenti distanti tra l'altro, mandare in Turchia i tessuti e reimportare le camicie?
No.
E infatti adesso si produce direttamente tutto in Cina (che a sua volta comunque delocalizza anch'essa...): solo alcune quisquilie si fanno ancora in Italia ma solo perché così si può apporre il famoso marchio "made in Italy".
In altri settori, tra cui anche il modellismo, il "cartellino" non è (quasi) importante per cui (quasi) nessuno sente la necessità di tornare indietro.


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 Oggetto del messaggio: Re: Sarà sempre un'illusione?
MessaggioInviato: lunedì 2 febbraio 2015, 23:38 
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Iscritto il: martedì 15 agosto 2006, 12:09
Messaggi: 3213
Aggiungo anche quella che è un'opinione personale (ma qui lo dico e qui lo nego).
Non so se sai come funziona il confezionamento dei capi di alta moda (viene spiegato abbastanza bene nel libro Gomorra): sono convinto che qualcosa di simile accada anche nel nostro settore.
Vengono prodotti più pezzi di quanto realmente annunciato e questi pezzi finiscono in quella sorta di mercato parallelo che più o meno tutti conosciamo (l'amico dell'amico che ti trova sempre tutto a prezzi più bassi di quelli dei negozi più noti).


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 Oggetto del messaggio: Re: Sarà sempre un'illusione?
MessaggioInviato: lunedì 2 febbraio 2015, 23:42 
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Nome: Antonio M. G.
Iscritto il: martedì 2 ottobre 2012, 10:02
Messaggi: 1607
...


Ultima modifica di tonymau il lunedì 15 maggio 2017, 13:52, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Sarà sempre un'illusione?
MessaggioInviato: lunedì 2 febbraio 2015, 23:48 
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Iscritto il: mercoledì 15 dicembre 2010, 18:37
Messaggi: 328
Località: Genova
Ma dai che discorsi fate :
Produrre in Italia finto made in italy etc!!!
Ma se siamo l unico paese al mondo
Che falsifica il made in Cina !!!!
Vedi i laboratori clandestini di Napoli che
Producono finti capi di abbigliamento


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 Oggetto del messaggio: Re: Sarà sempre un'illusione?
MessaggioInviato: lunedì 2 febbraio 2015, 23:49 
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Iscritto il: domenica 14 marzo 2010, 21:37
Messaggi: 1994
Località: Faenza
Acquirente : "Quanto costano ?"
Venditore : "Più ne compra, meno costano"
Acquirente : "Allora datemene fino a che siamo pari"

E' una barzelletta che può introdurre alcune mie osservazioni che cercano di essere più serie della barzelletta.
Il costo di un qualsiasi prodotto è dato da una somma di cose : progetto, materiali, manodopera, distribuzione, ammortamenti, oneri bancari.
Quanto incide ogni voce ? Dipende da tante cose.
E' vero che la quantità fà calare il costo. Ma produrre 500 o 1000 pezzi, sposta di qualche percento il costo a pezzo. Si parla sempre di costo a pezzo, non di costo totale.
Quindi, se fare 500 locomotive costasse 25.000 Euro (è un esempio), farne 1000 potrebbe costare, per esempio, 47.500. Da 50 Euro l' uno a 47.5 Euro l' uno.

Poi ci sono tutti i costi che non possono essere delocalizzati : progetto, rete di vendita, campagna pubblicitaria, confezionamento e spedizione, assistenza ai clienti (tramite i negozianti o no).

Poi l' azienda deve guadagnare : sia perchè nessuno lavorerebbe senza portarsi a casa un soldo, sia perchè deve avere capitali da parte per compensare eventi come cali di vendite, modelli che non riscuotono successo, costi imprevisti ed altro.

Quindi, alla fine, ciò che si fà in Cina, in India, in Chissadovia, è dare la "ricetta" per costruire i modelli. Gli stampi conviene, di solito, farli costruire a chi poi dovrà stampare, per evitare problemi di incompatibilità fra stampo e pressa. E per evitare, ad ogni modifica, di andare avanti e indietro con pezzi che pesano quintali e che devono viaggiare per nave (3..4 mesi da quì alla Cina, altrettanto per il ritorno, 1 mese in più a Febbraio per il Capodanno cinese).

Quì occorre ancora distinguere fra progetto del pezzo stampato e progetto dello stampo. Sono due cose diverse : il primo deve essere fatto dalla casa madre, perchè è il prodotto ed è quello che determina la bontà del prodotto, mentre il secondo è meglio che sia fatto dall' azienda che costruisce lo stampo.
La bontà del marchio è data dal prodotto e dal relativo progetto. Se si dovesse cambiare fornitore, o affiancarne un altro in parallelo, non è necessario modificare il progetto.


Stefano Minghetti


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 Oggetto del messaggio: Re: Sarà sempre un'illusione?
MessaggioInviato: lunedì 2 febbraio 2015, 23:58 
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Iscritto il: mercoledì 20 settembre 2006, 20:44
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Località: Sorbolo di Sorbolo Mezzani (PR)
Guadagni e investimenti a parte, le ragioni non sono solo economiche anzi, spesso il gioco della Cina non vale la candela, però ...
Però in Italia ci sono: norme, leggi, contratti sindacali (spesso validi ma mal usati), ecc., che fanno si che se io alla mattina mi alzo dalla parte sbagliata, e vado a denunciare il mio vicino perchè aprendo il portone del capannone provoca inquinamento acustico (cioè mi disturba mentre mi lavo le parti intime), prima lo multano, poi gli fanno cessare l'attività. Così dopo, sia io che te paghiamo la cassa integrazione ai lavoratori licenziati.
Un comune mortale non immaginerà mai cosa occorre per aprire e portare avanti un azienda che stampa e vernicia materie plastiche.

Beh, racconto una aneddoto a riguardo di una azienda alla quale ho fornito prestazioni professionali oltre 20 anni fa.
L'azienda produceva presidi medicali sterili in materiale plastico, pertanto lavora in camere bianche a microclima controllato e sterile, anche le emissioni sono controllate e sterili. L'azienda presenta in comune tutte le pratiche per ampliare fino a 4 volte lo stabilimento attuale, però ...
Però l'azienda ha lo stabilimento è in un paese della provincia dove vivo, e nel quale si producono alcuni prodotti alimentari tipici e disciplinati. In più offre un ambiente di lavoro confortevole e non faticoso, gli stipendi ed i salari sono più alti della media locale, va da se che il personale ricercato è di un livello sopra la media.
A questo punto l'azienda "rompe le scatole" agli imprenditori locali, e di riflesso ai politici e ai sindacalisti. Quindi viene messa in piedi una "rivolta dell'opinione pubblica" additando l'azienda come inquinatrice dell'area del prodotto tipico.
Peccato che gli stabilimenti che producono i prodotti "tipici" abbisognino di acqua calda e vapore, e si lavori sempre in ambiente umido e freddo, oppure in ambiente unido e caldo, ma ancora peggio è che all'epoca le caldaie bruciassero ancora gasolio, se non olio pesante, emettendo continue fumate nere.
Concludendo, quell'azienda a chiuso quello stabilimento, ha ampliato fin dove possibile quello presente due provincie più in là, e mi pare che +/- per le stesse ragioni abbia chiuso ogni stabilimento in Italia. Mi sembra fosse uno tra i primi 4 produttori al mondo, se non il primo.
Adesso in quegli stabilimenti alimentari, responsabili a parte, si fa fatica a trovare un lavoratore Italiano.


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 Oggetto del messaggio: Re: Sarà sempre un'illusione?
MessaggioInviato: martedì 3 febbraio 2015, 0:09 
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Iscritto il: mercoledì 20 settembre 2006, 20:44
Messaggi: 6418
Località: Sorbolo di Sorbolo Mezzani (PR)
Attenzione, non generaliziamo, un conto è far produrre legalmente da un'altra parte, magari sfruttando leggi e leggine, anche della UE. Un altra cosa sono le truffe e le falsificazioni.
Il caporalato è vietato, però esistono: il lavoro interinale e il sub appalto. Cambia la forma ma non la sostanza.
Che poi in certi settori esistano "gli sfridi di lavorazione" non quantificabili, fa parte del sistema da sempre ... ma qui non è la sede.


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 Oggetto del messaggio: Re: Sarà sempre un'illusione?
MessaggioInviato: martedì 3 febbraio 2015, 8:06 
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Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 8:53
Messaggi: 6280
Località: Bruschi
Qualcuno ha ricominciato a produrre qualcosa in italia e qualcun altro ha ricominciato a produrre in Europa o limitrofi.
La Cina inizia a diventare un pò meno conveniente , ma dipende anche molto dalla qualità e quindi dai margini.
Un esempio...una articolata finita costa circa 30/35 dollari al produttore, poi aggiungi che qui hai i costi della struttura , pagare almeno un paio di agenti , i progettisti , la logistica e il magazzino , lasciare la negoziante un margine...e , soprattutto LE TASSE.
Capisci che o hai dei margini ampi oppure la filiera non stà in piedi.
Il tutto in un mercato in fortissima contrazione e con un gigante che si stà svegliando e che se butta ancora un pò giù i prezzi, li mette tutti in mutande...
saluti


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 Oggetto del messaggio: Re: Sarà sempre un'illusione?
MessaggioInviato: martedì 3 febbraio 2015, 8:07 
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Nome: Alessio
Iscritto il: lunedì 16 gennaio 2006, 13:54
Messaggi: 8163
Località: Regno Lombardo-Veneto Königreich Lombardo-Venetien
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Ultima modifica di centu il martedì 11 luglio 2017, 23:02, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Sarà sempre un'illusione?
MessaggioInviato: martedì 3 febbraio 2015, 10:36 
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Iscritto il: sabato 27 ottobre 2007, 9:02
Messaggi: 2853
Località: Torino
I miei due cents.
Molto di quanto avete scritto è verissimo tuttavia credo che una colpa di tutto questa delocalizzazione sia stata causata anche dal ricambio generazionale ai vertici delle aziende dove, al posto dei vecchi "padrun" che magari non avevano neppure un diploma ma avevano i coglioni e non si spaventavano a stare in linea a sporcarsi le mani con gli operai, sono arrivati i "Dottori" rimbambiti dalle boiate bocconiane che hanno preferito starsene nel loro ufficio con poltrona in pelle di operaio licenziato e delocalizzare la produzione all'estero. È logico che, facendo tutti così, i volumi di produzione in Cina sono aumentati talmente tanto da portare i prezzi dei prodotti finiti a un decimo (se non un centesimo) di quelli nostrani... e chi se ne frega che là lavorino 12 ore al giorno, chi se ne frega che incuinino i tre elementi "a bestia"..... tanto alla bocconi hanno insegnato che interessa solo il profitto e basta. :mrgreen: :mrgreen:

Ciao
Despx


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 Oggetto del messaggio: Re: Sarà sempre un'illusione?
MessaggioInviato: martedì 3 febbraio 2015, 11:45 
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Iscritto il: domenica 3 gennaio 2010, 20:36
Messaggi: 9220
Località: la citta' della 3 t: torri, tortellini e ...
despx ha scritto:
I miei due cents.
Molto di quanto avete scritto è verissimo tuttavia credo che una colpa di tutto questa delocalizzazione sia stata causata anche dal ricambio generazionale ai vertici delle aziende dove, al posto dei vecchi "padrun" che magari non avevano neppure un diploma ma avevano i coglioni e non si spaventavano a stare in linea a sporcarsi le mani con gli operai, sono arrivati i "Dottori" rimbambiti dalle boiate bocconiane che hanno preferito starsene nel loro ufficio con poltrona in pelle di operaio licenziato e delocalizzare la produzione all'estero. È logico che, facendo tutti così, i volumi di produzione in Cina sono aumentati talmente tanto da portare i prezzi dei prodotti finiti a un decimo (se non un centesimo) di quelli nostrani... e chi se ne frega che là lavorino 12 ore al giorno, chi se ne frega che incuinino i tre elementi "a bestia"..... tanto alla bocconi hanno insegnato che interessa solo il profitto e basta. :mrgreen: :mrgreen:

Ciao
Despx


Vado un po' OT...
Qui, a mio avviso, entra in ballo un altro fattore, estremamente importante per quanto riguarda il "come" si fa' impresa.
I vecchi imprenditori di una volta, quelli che hanno fatto l' Italia, Olivetti, gli Agnelli ( quelli del bel tempo che fu', non quelli di adesso... ), Enzo Ferrari, come prima cosa amavano quello che facevano e come seconda cosa amavano la propria azienda. Non che fossero dei benefattori, ci mancherebbe, il guadagno era importantissimo anche allora, il capitalismo si fonda su questo. Il guadagno, pero', non aveva lo scopo, non, per lo meno, come priorita', di comprare auto di lusso, villoni e yacht, ma per potere reinvestire nell' azienda. Quegli imprenditori erano sostanzialmente dei "costruttori".
Gli imprenditori di adesso, salvo rare eccezioni, specialmente tra i piccoli e medi imprenditori, sono sostanzialmente diversi: mirano al guadagno in sé e per sé. Che poi questo guadagno lo si faccia commercializzando banane o costruendo space shuttle, e' assolutamente indifferente. Anzi, se il commercio delle banane diventa meno redditizio del costruire space shuttle, in un battibaleno passano da da un' attivita' all' altra. Questi imprenditori sono essenzialmente dei "finanzieri".
Ed e' questo che e' gia' successo nel mondo intero. Tutta l' economia si e' spostata sulla finanza, passando da un' economia "materiale", ad un' economia "immateriale". Insomma, dalle fabbriche ai fondi spazzatura...
E da qui vengono tutte le storture del mondo del lavoro, la sua mercificazione, la sua devalorizzazione.
Saluti "comunisti"
Stefano.


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 Oggetto del messaggio: Re: Sarà sempre un'illusione?
MessaggioInviato: martedì 3 febbraio 2015, 12:09 
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Iscritto il: giovedì 21 giugno 2012, 14:23
Messaggi: 3793
Località: Massa Finalese (MO)
OT:
Marco, stai per caso parlando di Gambro o simili? No, perchè la prima nel 2012 aveva già le valigie in mano e stava per chiudere i capannoni quando è venuto il terremoto. In poche parole si sono visti costretti a fare marcia indietro, posare le valigie a terra e ripartire con la produzione qui...
Fine OT


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 Oggetto del messaggio: Re: Sarà sempre un'illusione?
MessaggioInviato: martedì 3 febbraio 2015, 13:38 
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Iscritto il: domenica 1 febbraio 2015, 21:40
Messaggi: 69
Prima di tutto grazie per le risposte. Capisco, non sono tonto, che alla base di tutto ci sia il profitto: produrre a costo cinese e vendere a prezzo europeo (talvolta superiore al ragionevole). Capisco che produrre là fregandosene dell'inquinamento, della sicurezza, degli obblighi sociali, e, soprattutto, senza avere tra i (pardon, volevo dire tra le scatole) i sindacati con le loro (in alcuni casi) giuste ragioni si possa spuntare un costo migliore. Però... In Cina utilizzano (l'ho visto guardando per caso in Internet un video sulla produzione di modelli ferroviari), tanto per fare un esempio, macchinari robotizzati completamente automatici a controllo numerico per creare gli stampi, macchinari prodotti da aziende italiane. Se in Italia costa X in Cina lo vendono a X-n? Se per creare lo stampo si impiegano N ore perché (lo so che ritorniamo al punto di prima) l'ammortamento del macchinario è così diverso? Sembra quasi che da noi lo si stabilisca su X stampi mentre là su X+x, e una volta finito l'ammortamento non è tutto di guadagnato (o quasi)? Ancora una considerazione da "tontolini": quanti modelli dovrei costruire per pareggiare il costo dei viaggi, dei soggiorni, degli ambaradan che sono obbligato a fare? Si certamente la manodopera incide perché (supponiamo) dovendo produrre 100 pezzi ci impiego 10 ore sia qui che là (il tempo vale per tutti). E' cosi abissale il costo della manodopera?
Sono stato noioso, lo capisco, e vi chiedo scusa, ma se per caso ci fossero nuove motivazioni (vero Governo e Sindacati?) a produrre in Italy?
Un ricordo di quando lavoravo (ora sono un fortunato pensionato): anni fa il governo francese, io seguivo quel mercato, invitò le aziende che facevano fare lavorazioni all'estero a far rientrare quelle lavorazioni presso aziende francesi in cambio di qualche agevolazione fiscale.
Saluti a tutti e buon divertimento.
Claudio


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