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| E.551.088 - Dep. Torino https://forum-duegieditrice.com/viewtopic.php?f=21&t=95138 |
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| Autore: | 19patrick83 [ domenica 19 novembre 2017, 11:51 ] |
| Oggetto del messaggio: | E.551.088 - Dep. Torino |
Buongiorno a tutti, mi presento brevemente. Sono Patrizio Sciacca ho 34 anni e mi occupo di modellismo da circa 25, anche non frequentando direttamente i forum. Ho cominciato a progettare personalmente modelli di trifase circa 5anni fa, con particolare attenzione all'aspetto storico oltre che tecnico puro. L'ho fatto per me stesso, principalmente come hobby, man mano ottenendo successi ed insuccessi. Quando ho avuto l'opportunità di conoscere persone come Riccardo Olivero, Claudio Mussinatto ed altri "guru"ci siamo insieme resi conto che c'era un potenziale, ovviamente da accrescere, ma sicuramente un qualcosa che valeva la pena condividere. Eccomi qui a presentare il mio modello, realizzato in una ovvia numerazione ridotta. |
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| Autore: | 19patrick83 [ domenica 19 novembre 2017, 12:07 ] | |||
| Oggetto del messaggio: | Re: E.551.088 - Dep. Torino | |||
La 551.088 fu in servizio presso il Deposito di Torino, e le principali foto documentative (grazie anche al Bruno Cividini ed a Gianfranco Ferro) la ritraggono in perfetta livrea post. revisione. il 22-6-1954. L'unità , differisce dalle tradizionali E.551 con avancorpo simmetrico in quanto modificata all'anteriore con il caratteristico "armadio interruttore invertitore". Così come la macchina anche il modello avrà in dotazione il gancio realistico da questo lato, proprio ad evidenziare l'armadio fronte marcia.
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| Autore: | 19patrick83 [ domenica 19 novembre 2017, 12:18 ] | ||
| Oggetto del messaggio: | Re: E.551.088 - Dep. Torino | ||
Come dicevo il modello è rigorosamente lavorato e realizzato a mano tramite il classico lavoro di fotoincisione. A questo si aggiunge una necessità di fresatura cnc per quanto riguarda ruote e carro, in metallo ricavate dal pieno. Quest'ultimo è dotato di opportuna sospensione che rende il tutto isostatico, condizione tipicamente necessaria per ottenere un'ottima trazione. Al contrario di molti modelli non si è ricorso ad una cascata di inganaggi su tutti gli assali, ma si è voluto ottenere un funzionamento pari al vero, movimentando gli assi ciechi contrappesati come tipicamente avviene nel mondo reale.
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| Autore: | Frank61 [ domenica 19 novembre 2017, 12:24 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: E.551.088 - Dep. Torino |
Complimenti è stupenda! Puoi darci informazioni sui tempi e modi di commercializzazione, magari anche un'idea del prezzo o, in alternativa, come contattarti per avere delucidazioni sul modello e il suo acquisto. Grazie Francesco |
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| Autore: | 18 508 [ domenica 19 novembre 2017, 12:32 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: E.551.088 - Dep. Torino |
Benissimo avanti così. Bravo! Sarei curioso anch’io di sapere altri dettagli e soluzioni costruttive e ....il prezzo... E come si puó ordinare:) |
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| Autore: | tigrotto [ domenica 19 novembre 2017, 12:37 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: E.551.088 - Dep. Torino |
..veramente interessante, soprattutto l'idea di riprodurre nel modello la trasmissione del moto tipica delle loco trifase.. La cassa è anche essa in fotoincisione di ottone/alpacca oppure in resina? |
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| Autore: | claudio.mussinatto [ domenica 19 novembre 2017, 13:26 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: E.551.088 - Dep. Torino |
Ehmmm...basta guardare le foto , su... |
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| Autore: | tigrotto [ domenica 19 novembre 2017, 13:32 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: E.551.088 - Dep. Torino |
ops..ero rimasto alle prime.. |
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| Autore: | tigrotto [ domenica 19 novembre 2017, 13:32 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: E.551.088 - Dep. Torino |
..mi riservo di commentare tutto a modello finito..comunque pare promettere bene |
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| Autore: | 19patrick83 [ domenica 19 novembre 2017, 14:54 ] | |||
| Oggetto del messaggio: | Re: E.551.088 - Dep. Torino | |||
questo per chi avesse dubbi sulla costruzione metallica. non è il caso di trattare compravendite nei forum. per info lascio una email. psmodeltorino@gmail.com
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| Autore: | Loriano Lorenzutti [ domenica 19 novembre 2017, 17:56 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: E.551.088 - Dep. Torino |
19patrick83 ha scritto: non è il caso di trattare compravendite nei forum. per info lascio una email. psmodeltorino@gmail.com Guarda che ci sono anche gli MP |
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| Autore: | Pik [ domenica 19 novembre 2017, 23:28 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: E.551.088 - Dep. Torino |
Patrizio, grazie di aver aperto questa finestra di dialogo anche per chi, come me, è tetragono a "Feisbùc". Mi unisco ai complimenti per l'intraprendenza e per l'utilizzo di tante tecnologie avanzate per questa bella realizzazione. Sono molto incuriosito dall'aspetto dinamico del modello. 19patrick83 ha scritto: Quest'ultimo è dotato di opportuna sospensione che rende il tutto isostatico, condizione tipicamente necessaria per ottenere un'ottima trazione. Per quello che ne so, anche sulla base degli articoli di Riccardo Olivero su TTM, un telaio con 5 assi motori è veramente molto, molto complicato da rendere isostatico nel senso letterale del termine. Se non sbaglio, è necessario ricorrere a bilancieri a doppio stadio . Avresti voglia di descriverci la tua soluzione? Grazie 1000, ciao! Franco |
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| Autore: | Riccardo Olivero [ lunedì 20 novembre 2017, 11:24 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: E.551.088 - Dep. Torino |
Ciao Franco, che piacere, ti rispondo in diretta. Rendere isostatico, nel senso proprio, un rodiggio a 5 assi + 2 assi ciechi non è solo difficile, è impossibile. L'importante in questi casi è prevedere una possibilità di movimento, anche minima, per il 1° e 5° asse per affrontare bene curve, salite e discese nel punto di inizio. Questi modelli "a 10 ruote" sono comunque dotati di altrettante presi di corrente, per cui con questo fattore si riesce a compensare per bene. Per la forza di trazione, ho consigliato a Patrizio, e mi ha ascoltato alla perfezione, di rendere il più possibile pesante il modello - ma non solo di mettergli una zavorra, proprio di riempire ogni possibile spazio con essa indicandogli anche una massa possibile per esperienza: 300 grammi. Un modello delle dimensioni fisiche di una E551 in 1:87 non può raggiungere valori più elevati ( a meno di riprodurlo in oro!). |
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| Autore: | Riccardo Olivero [ lunedì 20 novembre 2017, 11:41 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: E.551.088 - Dep. Torino |
Riporto dall'altro thread, scusi la ripetizione chi ha già letto: Ciao a tutti, ho aiutato Patrizio con la documentazione a mia disposizione e mettendolo in contatto diretto con altri per reperire aspetti sui quali non possedevo disegni o fotografie sufficienti. Ho accesso a molte foto inedite, eseguite negli anni tra il 1955 e il 1960 da mio zio che sono utilissime dal punto di vista modellistico, dato che erano state scattate già allora con un preciso scopo documentaristico per la riproduzione in scala, e non per essere pubblicate sui futuri libri fotografici. In più nel tempo ho raccolto migliaia di foto sul trifase e su molto altro e in particolare sulla E551 abbiamo potuto coprire larga parte degli aspetti, e il resto lo abbiamo cercato e trovato specie per eventuali sviluppi futuri del progetto, altre versioni intendo. Molti aspetti particolari di queste macchine non solo non sono mai stati documentati o citati sui testi di Cornolò, Pedrazzini e altri, ma non sono affatto conosciuti se non da pochi studiosi che hanno raggiunto livelli molto elevati di conoscenza specifica - che certo non trova spazio sui libri perché nella maggioranza dei casi si tratta di varianti molto particolari, modifiche, ricostruzioni post-belliche uniche, miglioramenti operati in particolari depositi su poche macchine e a volte solo per periodi limitati tra una grande revisione e la successiva. Non scrivo questo per inserirmi di diritto in modo sottinteso tra questi "studiosi" perché per ovvie ragioni di età (ho 48 anni) io non ho né visto queste macchine, né posso averne raccolto testimonianze nei periodi immediatamente successivi alla radiazione. Ho però ricercato e messo insieme quello che mi mancava, negli anni, da persone (ora anziane o per la maggioranza dei casi già mancate) che hanno avuto testimonianze dirette o, come mio zio, avevano fotografato; ricercando, oltre a quello di cui si cerca conferma si scopre sempre anche molto altro. Ho consigliato fin da subito a Patrizio (e lui ha pienamente seguito i miei consigli) di eseguire un "modello ritratto" cioè un esemplare in particolare, ma non solo, di concentrare le nostre ricerche di documenti fotografici anche in un ristretto periodo in modo da realizzare idealmente "la locomotiva, quel giorno". Sembra solo apparentemente facile, ma non è così: spesso si parte da un'ottima foto molto nitida, ma mancano una o più altre viste sugli altri lati, oppure se ne ha una ma eseguita 10 anni prima, un periodo troppo lontano. Ho messo anche la mia esperienza di costruzione modellistica al suo servizio, anche se devo dire che non ne aveva granché bisogno perché Patrizio è un progettista industriale e non è certo un novellino. Una caratteristica del suo modello, a mio parere molto interessante, è che la trasmissione avviene realmente attraverso il biellismo: la vite senza fine e le ruote dentate intervengono sugli assi ciechi che al vero erano gli assi dei motori trifasi. Su un modello a 5 assi è una soluzione meccanicamente piuttosto efficiente, tra l'altro (Roco l'aveva utilizzata sul suo magnifico "coccodrillo" svizzero che rimane ancora oggi un capolavoro di riproduzione), perché la coppia insiste sull'asse motore centrale, distribuendo simmetricamente il movimento nei due sensi; normalmente, se la trasmissione scende sul 2° o 4° asse si crea necessariamente un certo squilibrio che su rodiggi complessi con numerosi accoppiamenti - e giochi conseguenti - può creare problemi. |
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| Autore: | nanniag [ lunedì 20 novembre 2017, 11:47 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: E.551.088 - Dep. Torino |
Salve. Innanzitutto complimenti per l'iniziativa: ma aspetto delle foto migliori (senza polemica) per apprezzare meglio i dettagli della macchina. Posso una cosa? Perché è impossibile renderla isostatica? Se la macchina poggia su 5 assi molleggiati, e il motore e i due assi ciechi hanno possibilità di scorrere verticalmente, si ha l'isostaticità mediante il molleggio. Certo, non è semplice... Ciao Antonio |
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