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 Oggetto del messaggio: La condanna di un PAPA sulla FERROVIA
MessaggioInviato: venerdì 4 dicembre 2020, 19:31 
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Le ferrovie, “manifestazioni del demonio” per papa Gregorio XVI

Grazie a varie tipologgie di documenti è possibile conoscere i viaggi che i pontefici (e ovviamente non solo loro) fecero nelle epoche passate (clicca qui).
Questi viaggi avvenivano nonostante la scomodità che li caratterizzava. Ogni spostamento nel migliore dei casi si faceva utilizzando carrozze. Ma in quelle epoche le strade erano poche, sterrate e in alcuni tratti assai difficili; il viaggio era poi soggetto a frequenti stop per cambiare i cavalli; per non parlare dei pericoli costituiti dai briganti, che aspettavano al varco gli incauti viaggiatori.
Insomma tuttociò rendeva ogni viaggio un'avventura.
Figuriamoci quindi, quando a partire dai primi dell'Ottocento, si cominciò a sentir parlare di una invenzione che avrebbe rivoluzionato il modo di viaggiare di tutti, e non solo: il treno.

GREGORIO XVI CONTRARIO ALLE INNOVAZIONI. E' nota la leggendaria avversità di Gregorio XVI (1831-1846) per le strade ferrate, i treni e le locomotive a vapore, sbuffanti mostri metallici che egli considerava “manifestazioni del demonio”.
Si racconta infatti che nel sonnolento ambiente culturale della curia pontificia, durante questo pontificato, le novità erano malviste, e quindi il papa non appoggiò le pressanti richieste avanzate dalle province settentrionali, Bologna e la Romagna in particolare, di introdurre alcune vie ferroviarie, anche ad imitazione di quanto avveniva negli stati limitrofi.
Ma accanto a queste ragioni, altre contribuirono ad allontanare il papa dalla nuova invenzioni.
IL NO DEL PAPA ALLE FERROVIE. Gregorio XVI probabilmente, soprattutto agli inizi del suo pontificato, non autorizzò la loro costruzione, perchè si rese ben presto conto, insieme ai suoi consiglieri, che era una scoperta troppo recente e e non priva di criticità.
I costi erano enormi, rispetto alle magre risorse finanziarie su cui il papa poteva contare (1).
Lo stato pontificio era privo di carbone e di ferro e molto arretrato in quanto a tecnologia, e quindi tuttociò sarebbe dovuto venire dall'estero.
Le conseguenze dei moti rivoluzionari del 1831 era stati disastrosi per le finanze pontificie
si erano diffuse idee conservatrici rispetto ai nuovi ritrovati della tecnica;si diceva che, in mancanza di attività commerciali, le strade ferrate finivano per rovinare gli interessi del paese e delle sue manifatture, diminuendo il costo dei prodotti importati e gettando sul lastrico vetturini, carrettieri, maniscalchi.
Quindi figuriamoci Gregorio XVI, indebitate come erano le finanze pontificie in quei tempi con i banchieri francesi Rothschild, se poteva impegnarsi in una nuova avventura!!!
Va considerato poi che accanto a questi timori, ce n'erano altri di tipo politico, in quanto le ferrovie favorivano gli spostamenti con gli altri stati e quindi anche l'arrivo di rivoluzionari nel territori pontifici.

Comunque diverse proposte per la costruzione di strade ferrate furono portate davanti al Pontefice Gregorio XVI, che però si dimostrò sostanzialmente ostile verso queste iniziative modernizzatrici, confermando l’atteggiamento di chiusura e di isolamento dello Stato ecclesiastico.

Fonte: internett


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 Oggetto del messaggio: Re: La condanna di un PAPA sulla FERROVIA
MessaggioInviato: venerdì 4 dicembre 2020, 20:08 
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Località: Genoa
Un bello e orribile
Mostro si sferra,
Corre gli oceani,
Corre la terra:

Corusco e fumido
Come i vulcani,
I monti supera,
Divora i piani;

Sorvola i baratri;
Poi si nasconde
Per antri incogniti,
Per vie profonde;

Ed esce; e indomito
Di lido in lido
Come di turbine
Manda il suo grido,

Come di turbine
L'alito spande:
Ei passa, o popoli,
Satana il grande.

Passa benefico
Di loco in loco
Su l'infrenabile
Carro del foco.

Salute, o Satana,
O ribellione,
O forza vindice
De la ragione!


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 Oggetto del messaggio: Re: La condanna di un PAPA sulla FERROVIA
MessaggioInviato: venerdì 4 dicembre 2020, 22:02 
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Iscritto il: venerdì 7 dicembre 2007, 19:06
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IO ci andrei MOLTO piano prima che metto quì canzoni sataniste.... questa quì deve essere di Pelù dallo stile...... satanista e da evitare assolutamente......................


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 Oggetto del messaggio: Re: La condanna di un PAPA sulla FERROVIA
MessaggioInviato: sabato 5 dicembre 2020, 8:15 
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Bella. Marinetti?


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 Oggetto del messaggio: Re: La condanna di un PAPA sulla FERROVIA
MessaggioInviato: sabato 5 dicembre 2020, 9:24 
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Località: ROMA
La contrarietà di Gregorio XVI alla ferrovia é una falsità come dimostra nel 1840 la formazione di una commissione tecnica per la costruzione di una rete ferroviaria del Lazio. Il progetto costosissimo per le finanze dello stato, fu rimandata dal Papa al successore (Pio IX), che di fatti la portò a termine con entusiasmo.

Gregorio non era affatto contrario alle novità, tanto che condannò con fermezza la schiavitù ancora in vigore in molti stati fra i quali gli USA e il Brasile, definendola "delitto"; inoltre realizzò in Vaticano il museo gregoriano etrusco.
La paura di una invasione era giustificata dall'aggressività dello stato Sardo, che in pochi anni con guerre sanguinose si sarebbe impossessato dell'Italia intera (assistendo ad una di queste carneficine Dunant colpito nell'animo fondò la Croce Rossa), seguendo l'esempio della bellicosa Prussia.

Cordiali saluti. Gaetano


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 Oggetto del messaggio: Re: La condanna di un PAPA sulla FERROVIA
MessaggioInviato: sabato 5 dicembre 2020, 12:31 
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Iscritto il: venerdì 7 dicembre 2007, 19:06
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Località: TS, nel mitico nord-est :-)
e 428 013 ha scritto:
Bella. Marinetti?

Forse, in effetti sta canzone potrebbe che non è di Pelù ma è di ligabue..... nn me lo ricordo benissimo se è di Pelù o del "liga", ma cmq anche lui è un satanista che è meglio che uno li stà lontano


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 Oggetto del messaggio: Re: La condanna di un PAPA sulla FERROVIA
MessaggioInviato: sabato 5 dicembre 2020, 14:11 
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Iscritto il: domenica 14 marzo 2010, 21:37
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E' la poesia di Carducci :
https://it.wikipedia.org/wiki/A_Satana
E' interessante notare che, nella lettera di accompagnamento, Carducci vuole chiamare satana, non tanto il demonio, ma quelli che per la cultura del tempo venivano identificati come tali.
"È inutile che io avverta aver compreso nel nome di Satana tutto ciò che di nobile e bello e grande hanno scomunicato gli ascetici e i preti con la formola "Vade retro Satana"; cioè la disputa dell'uomo, la resistenza all'autorità e alla forza, la materia e la forma degnamente nobilitate. È inutile che io segni al tuo giudizio le molte strofe tirate giù alla meglio per finire: nelle quali è il concetto dilavato ma non la forma. Bisogna tornarci su, su questa poesia, e con molta attenzione. Ma non ostante mi pare che pel concetto e pel movimento lirico, io possa contentarmene. Pigliala adesso com'è [...] Dopo letto ricorda che è il lavoro di una notte." Da Wikipedia e, a sua volta, da "Giosuè Carducci, Poesie,Utet Libri, 2013".

Se fosse un inno a satana, sarebbe un inno contro Dio. Da ciò che capisco, da credente cristiano cattolico è, invece, una contestazione a chi vede satana nelle cose differenti da quelle che costituiscono la propria "confort zone", ovvero nelle cose che minano le nostre certezze, ma che non necessariamente sono il male.

C' è stato chi vedeva il demonio nei telai tessili, chi oggi lo vede nella TAV : sono tutti casi in cui non si è capito come funzionano le cose, e le si teme.

Poi, come ha mostrato SUD_EXPRESS26, di ferrovie, i papi, ne fecero.


Infine, abbiamo un Carducci frà noi. Noto, infatti, che il poeta usa il verbo pigliare ove noi oggi useremmo prendere : ed è proprio quelle che fai tu, Taurus484.


Stefano Minghetti


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 Oggetto del messaggio: Re: La condanna di un PAPA sulla FERROVIA
MessaggioInviato: sabato 5 dicembre 2020, 18:58 
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Località: TS, nel mitico nord-est :-)
Maddai sig. Stefano, non era una canzone quella??
:shock: :shock: :shock: :shock: :shock:


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 Oggetto del messaggio: Re: La condanna di un PAPA sulla FERROVIA
MessaggioInviato: sabato 5 dicembre 2020, 20:30 
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Località: Faenza
La poesia di Carducci è del 1863, 24 anni dopo la prima ferrovia italiana ..
L' Italia non era ancora una monarchia, lo sarebbe diventata nel 1870 con la breccia di Porta Pia.
A seguito di questo, nel 1871 la capitale d' Italia fù trasferita da Firenze a Roma.

La prima ferrovia frà Firenze e Roma sarebbe stata attivata nel 1866.

Tutto quanto sopra : fonte Wikipedia.


Stefano Minghetti


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 Oggetto del messaggio: Re: La condanna di un PAPA sulla FERROVIA
MessaggioInviato: sabato 5 dicembre 2020, 21:24 
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Iscritto il: sabato 4 marzo 2006, 14:39
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Località: Monselice (PD)
Scusi, Stefano, ma la nascita della nazione unitaria risale al 1861 (anche se ancora mancavano Triveneto, Istria e Lazio) e fu subito monarchia.


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 Oggetto del messaggio: Re: La condanna di un PAPA sulla FERROVIA
MessaggioInviato: sabato 5 dicembre 2020, 21:51 
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Iscritto il: domenica 14 marzo 2010, 21:37
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Località: Faenza
Ah, sì. Giusto.
Grazie per la correzione.


Stefano Minghetti


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