In qualsiasi modo la si pensi o/e veda, c'è un dato di fatto inconfutabile: la dimensione finita di un qualsiasi oggetto/essere costruito dall'uomo.
La fauna, umani compresi, e la flora sono hanno per loro natura dimensioni infinite: sia nelle parti materiali, sia nelle parti immateriali, e sono costruiti per adattarsi in tempo reale ad ogni situazione. In particolare i componenti della fauna, per fare questo usano anche quello che si chiama "istinto" ovvero le cose che anche involontariamente hanno memorizzato.
Un oggetto all'inizio deve essere caricato di isruzioni di base e istruito, e vero che può anche acquisire informazioni da elaborare in seguito, ma lo farà sempre in base alla sua progettazione originale.
Un qualsiasi oggetto, anche somigliante al 100% ad un umano, non potrà mai battere il cervello umano: per un computer istruito, battere un giocatore di scacchi è semplice perché non usa i sentimenti e la passione, ma solo la metematica.
La menoria e le capacità cerebrali di un umano dipendo da in infinità di elementi, primi fra tutti gli alimenti, prima che un cip possa nutrirsi di cinghiale e polenta di galassie nè devono nascere ancora tante.
Non dimentichiamoci che gli umani sono "costruiti" mettendo assieme tutte le singole parti degli altri esseri viventi presenti sul pianeta.
Un qualcosa di artificiale potrà sostituirsi a un umano solo se l'umano abdica dalla sua esistenza ... va beh, molte menti ormai sono comandate dal telefonino, ma questa è un'altra storia.
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L'automazione, intesa come industriale (un cancelloa automatico e solo un bel giocattolo), che il campo dove la tecnologia e la scienza danno il meglio (sorvoliamo sulla medicina perchè lì il discorso è ben diverso, e pure etico), negli anni '70 era solo una parolona dove era gia "sensazionale" una navetta che con un pulsante: partiva, caricava e poi tornava alla base; in verità era ed è un banalità, si è solo passati dal farla dentro un contenitore grande come una lavatrice, in uno grande come una scatola di pasta da 1 kg. Ma per il resto nulla è cambiato.
Nell'automazione sono cambiate solo:
- le dimensioni
- la possibilità di eseguire facilmente calcoli matematici
- la possibilità di archiviare dati senza l'intervento dell'uomo.
Va da se che questo è dovuto fondamentalmente alle apparecchiature elettroniche programmate: ma una chiave di 13 è ben più intelligente di un microprocessore senza programma.
E' bello vedere un robot antropomorfo che acquisisce da solo le manovre e la quote, ma per farlo la prima volta (e nche dopo) c'è un tecnico esperto che muove dei joystick e preme dei pulsanti a distanza di sicurezza e dietro barriere di protezione, su un terminale collegato via cavo, e con una mano fissa sul pulsnate di arresto d'emergenza.
Sono curioso di chiedere ad un robot maggiordomo spacciato completo di intelligenza un Sassicaia del 2004 e un piatto di Culatello e Parmigiano Reggiano: se me li porta gli carico le batterie con 380 kV.
Se partiamo con il presupposto che oggetti o macchine possano sostituire gli umani: meglio gettarsi subito giù dalla torre.
Tormando ai treni, la gestione del traffico con sistemi automatici in grado di prendere delle decisioni la si fa da da decenni, fin che tutto resta nei termini della normale circolazione o delle perturbazioni prevedibili, il sistema funziona e non ferma tutta la circolazione. Ma quando i problemi sono di più o più gravi di quelli previsti il sistema o si ferma da solo o deve essere fermato. Banale esempio le piogge gelate di qualche anno fa, tralasciando i danni materiali, la circolazione ferroviaria si è dovuta tutta bloccare perchè il sistema non era, e ancora non è, in grado di gestire situazioni simili: allo stato per risolvere situazioni come quelle deve intervenire l'uomo, ma all'uomo sono stati tolti i mezzi e le conoscenze necessarie (ed da addetto ai lavori, allo stato è meglio fermare tutto e prendersi gli insulti che agire e andare in galera).