No, mi spiace, non sei stato chiaro.
Quanto affermi inoltre, ovvero circuito di stazionamento (?), dal punto di fermata (??) relativo alle procedure di questa casistica,
non appare per nulla nel già citato Art. 6 RCT (Movimento)
e non appare nemmeno nel Art. 19 IPCL (Macchina)
che come sai devono essere equivalenti. L'unica differenza è che l'IPCL obbliga il PdM a considerare comunque l'eventuale avviso accoppiato come fosse disposto a via impedita.
Quindi quando ti riferisci ad un M7 sono (ancora una volta) tue personali considerazioni, che non trovano riscontro nell'esercizio e nelle
norme scritte dell'epoca.
Per quale motivo poi, se fossi un DM dovrei perder prezioso tempo per fare un M7, se:
il segnale è aperto su "rosso-verde", quindi TUTTI i circuiti di sicurezza sono inclusi per tutto l'itinerario di partenza?
Ovvero fino al picchetto limite di stazione (ed anche oltre in alcuni casi, tipo raccordi privati in linea),
e già esiste una procedura RCT e IPCL che indica al DM cosa occorre fare, senza M7, ma solo con la paletta?
Poi ... secondo quando scrivi,
il PdM va nella cabina dietro per guardare il segnale, attraversare il corridoio e poi partire in autonomia .............. ma, magari nel frattempo che lo attraverso è stato chiuso ..... e parto??
Ma in che film vivevate dalle vostre parti??
Comunque questa situazione almeno negli anni '80 a me è capitata almeno due volte, a Genova PP dove mi hanno aggiunto una sezione arrivata da XXmiglia che alla ricomposizione mi ha posizionato con la macchina oltre segnale partenza lato Milano (ma non oltre circuito);
ed a Torino PN con il "Treno del sole" che regolarmente per lunga composizione superava segnale di partenza (ma non il circuito), e la loco finiva altresì in curva, quindi con visibilità nulla.
In entrambi i casi è partiti con indicazioni del DM e paletta; senza alcun M7
Tra l'altro, l'M7 descrive chiaramente le casistiche d'uso nelle sue voci.
Ovviamente dato che GIA' esiste una procedura in caso di segnale aperto, e non visibile, non è menzionata
