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La formula applicata, non fa una grinza; bisogna tener conto che la potenza effettiva continuativa, e quella oraria che si trovano in rete e su vari libri e istruzioni, sono potenze di progetto. Ai fini del calcolo effettivo delle potenze rese al cerchione, esiste la "fiche 614" dell'UIC, che tiene conto delle perdite meccaniche ed elettriche. Le potenze sviluppate comunque, riguardano solo ed esclusivamente i motori di trazione; tutta l'energia persa nella trasmissione, negli ausiliari, e nella resistenza al moto, sono prese in considerazione solo dalla fiche UIC sopraccennata. Riassumendo, la potenza sviluppata resa, effettiva di una locomotiva, è sempre inferiore alla potenza resa all'albero del motore di trazione per le ragioni spiegate sopra. Vediamoci più chiaro; - il motore T 750 delle E 444, ha una potenza continuativa (all'albero del motore) quando è alimentato a 1500 Volt, di 1005 Kw in quanto la sua corrente è di 670 Ampere. A questa potenza corrisponde una rotazione di 870 giri al 1°. -La potenza oraria (sempre sull'albero motore) a parità di tensione di alimentazione sarà di 1110 Kw, in quanto la sua corrente è di 740 ampere. A questa potenza corrisponde un regime di rotazione di 850 giri al 1°. Come possiamo vedere con 20 giri al minuto di differenza, abbiamo una differenza di 105 Kw.
Adesso se moltiplichiamo i valori di potenze per 4, abbiamo ottenuto l'intera potenza dei motori di trazione solamente; anzi, se vogliamo fare i pignoli, non sono precisissime perchè bisogna togliere, a questi valori, le perdite dei fenomeni magnetici, quelle per attrito meccanico (cuscinetti, collettore, autoventilazione) e quelle elettriche; comunque riteniamole trascurabili. Adesso dobbiamo pensare che i motori, vanno collegati con la trasmissione del movimento quindi avremo altre perdite meccaniche, non dimentichiamo poi che i servizi ausiliari consumano energia (questa pero la dobbiamo togliere dal rendimento complessivo della locomotiva, perchè gli ausiliari non influenzano la potenza della trazione). Poi c'è la temperatura; man mano che il motore scalda, aumenta la resistenza degli avvolgimenti di campo e di armatura (la resistenza complessiva del motore è a 20° di 0.04464 Ohm, mentre a 110° è di 0.0602 Ohm) e la legge do Ohm ci dice che: se la resistenza è maggiore, maggiore è la caduta di tensione negli avvolgimenti quindi avremo valori di corrente leggermente minori. La potenza assorbita dalla linea è molto influenzata dal peso e dallo sforzo aerodinamico. Un altro elemento che è in grado di far variare la potenza di una locomotiva, è il rapporto di trasmissione. Due stesse locomotive identiche ma con rapporti diversi, hanno una potenza installata uguale, ma in marcia le cose cambiano notevolmente......ci ritorneremo. Perchè abbiamo fatto questo discorso? Solo per capire che la potenza teorica installata, è sempre maggiore di quella resa effettiva al gancio, utile alla trazione. Quindi non stupiamoci se la fisica ci dimostra la vera realtà delle cose.
Saluti, Andrea
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