Luca Vadagnini ha scritto:
La corrente di eccitazione contribuisce anch'essa a produrre calore in maniera "rilevante"?
Mettiamo che una corrente di armatura di 1500 A sia il valore (teorico) limite per il funzionamento continuativo. Se si aggiunge una corrente di eccitazione di 250 A, il motore potrà (teoricamente) continuare a funzionare in maniera continuativa?
Spero di aver posto meglio la domanda...
Per rispondere a quasta domanda bisogna entrare nelle caratteristiche proprie di quel motore, Stefano ha postato le curve del 424 come esempio. Con le sole caratteristiche elettriche non si può rispondere esaustivamente alla tua domanda. Bisogna necessariamente tenere conto anche delle carattristiche meccaniche e fisiche: tipo di costruzione, dimensioni, tipo di cuscinetti, ecc..
Giusto per esempio, a pari potenza del motore e massima coppia all'albero, sono due condizioni opposte:
- se lungo e stretto ha migliori caratteristiche di coppia, e può ruotare più velocemente, di contro scalda di più
- se corto e largo si scalda di meno, ma ha meno prestazioni in coppia e deve ruotare più lentamente
- bisogna anche considerare l'effetto volano del rotore (peso, diametro, sezione)
Alla fine il calore generato dal motore dipende da:
- perdite nel rame, per via della resistenza, meglio dire impedenza, di tutti gli avvolgimenti
- perdite magnetiche, quanto serve per generare il campo magnetico magnetizzante di base
- perdite per attrito
- perdite nel ferro, per via della permeabilità magnetica
- perdite al collettore, nei motori CC o CA a rotore avvolto
- nel caso di motori CA anche per via dello scorrimento
- nel caso di motori CA alimentati a frequenza variabile occorre calcolare tutto ad ogni singola frequenza (cambiano le impedenze).
In conclusione tutta l'energia assorbita dalla fonte d'alimentazione e non resa all'albero è dispersa in calore, fondamentale legge della fisica
Infine, la resa e l'utilizzo di ogni singolo motore sono anche influenzate da quanto stà a valle dell'albero: riduttore, carico, tipo di accopiamento, ecc. Infatti nel caso delle locomotive ci sono tre dati importanti ai fini della trazione (sorvoliamo sugli altri servizi di bordo e del treno):
- potenza assorbita dalla rete
- potenza all'albero (o agli alberi)
- potenza o sforzo di trazione ai cerchioni
il tutto esperesso come:
- potenza nominale
- potenza continuativa
- potenza oraria
- potenza massima
- potenza di picco per
n secondi.
Coi trenini è più semplice ...
