Zampa di Lepre ha scritto:
Se Fleischmann fa le testecroce in plastica dall'inizio degli anni '70 (quindi sono più di 50 anni) un motivo ci sarà .... eppure mi pare che anche i "lanciatori di letame" professionisti (senza riferimento a nessuno voglio sottolineare) considerano Fleischmann come un riferimento per l'affidabilità.
Con la "plastica" oltre alla possibilità di realizzare dettagli difficilmente riproducibili altrimenti si ottiene anche un minimo di elasticità, superfici finite e autolubrificazione.
Fleischmann per me e' il top della qualita'. Il giusto compromesso tra estetica e funzionamento.
In passato ho visto loco F., tenute in vetrina da 20 anni, messe sui binari, e funzionare come orologi svizzeri. Con il vecchio motore F. "simile" al G di Lima, ma tanto "diverso" e tanto piu' affidabile del G di Lima
Purtroppo, per il mio malsano interesse per le ferrovie italiane, di F. ho solamente ( tanti , tanti... ) carri merce, quelli marcati RIV, sia in ep. III, che IV.
Sono costruiti meravigliosamente, verniciatura perfetta, cinematismo del gancio NEM morbidissimo, assi scorrevolissimi. Carri con livrea in rosso vagone che ho dovuto guardare e riguardare fino a capire che non erano verniciati, il rosso vagone era della plastica non verniciata. Mancorrenti sporgenti di stampo, senza tante menate di aggiuntivi da montare, che poi, una volta montati, risultano storti e fragili...
Il problema non e' se un particolare e' in plastica o e' in metallo, ma e' "come" viene pensato, studiato, progettato, industrializzato, prodotto, montato.
E molti, tanti, dei modelli prodotti dalle marche nate negli ultimi 15 anni, italiane e non, sono belli a vedersi, ma privi di sostanza, fragili.
E' questo che vogliamo ? A quanto pare sì...
Buona serata
Stefano.