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Buona sera a tutti!
Ho letto il filetto tutto d’un fiato e vorrei aggiungere qualche osservazione.
Le macchine mono-trifase CC 14000 (su Wiki ho trovato queste) sono le figlie evolute delle macchine mono-trifase MAV che Kandò realizzò per la Vienna – Budapest negli anni 30. Dinamicamente problematiche, erano pensate per risolvere i problemi dovuti al valore del fattore di potenza in linea che penalizzava le macchine in corrente alternata, piuttosto che ottenere la funzione forza/velocità che caratterizza le macchine elettroniche moderne. La soluzione era data dal funzionamento in regime di sovraeccitazione del motore monofase sincrono che movimentava le convertitrici. Regolando opportunamente tale sovraeccitazione era possibile assorbire energia dalla linea con un fattore di potenza unitario. In tal modo si minimizzavano i problemi dovuti alle cadute di tensione in linea. Tuttavia, l’effetto giroscopico condizionava le prestazioni ed appesantiva le macchine. Kandò terminò la carriera evolvendo tale architettura, mentre i francesi cambiarono l progetto dopo la costruzione di sole 20 macchine. Con le CC 14100 mantenerono il motore sincrono monofase, ma passarono alla trazione con motori CC ad eccitazione in serie pilotati da gruppo Ward-Leonard. Stavolta i “ferri da stiro” furono 102, pesanti 125 T ma, con una potenza continuativa di soli 1860 kW risultarono paragonabili… alle Ce 6/8 SBB del 1917, con l’aggravante del pessimo comportamento dinamico che ne limitava la velocità massima ammessa a soli 60 km/h. In seguito, con l’avvento degli ignitroni, le macchine d’oltralpe poterono realizzare il salto di qualità sin dall’inizio desiderato.
Circa l’eventuale “rewamping” della flottiglia residua di macchine trifase (E554, E431 ed E432), trasformandole con alimentazione a 3 kV c.c., da elettrotecnico posso affermare che sarebbe stata una follia. Per mantenere la bidirezionalità, la soluzione più semplice era creare complessi binati, uno di trazione e l’altro recante le convertitrici (di tipo tradizionale, motore cc a 3kV con doppio collettore e generatore sincrono trifase 16,7 Hz) ed i pantografi. Tuttavia si sarebbero ottenuti dei “mostri”, pesanti come le locomotive americane, ma capaci di fornire le prestazioni di 1 sola macchina trifase originale. Negli anni 80 non vi era una “fame nera di locomotive” tale da far rimettere in batteria a tutti i costi qualsiasi macchina, accettando anche risultati… pessimi.
Gli unici “rewamping” realizzati hanno interessato il materiale rotabile a 650 V c.c. terza rotaia, ma furono attuati solo quelli utili! Per prime le E623, per le quali i motori avevano un numero sufficiente di cave rotoriche ed uno spazio interno idoneo alla sostituzione del collettore a lamelle ed al riavvolgimento per la classe 1,5 kV (1,8 kV massimi). Dopo soli 19 anni di esercizio tali elettromotrici erano sostanzialmente ancora integre e potevano offrirne almeno altrettanti. Fu una scelta felice! A seguire le E621, per le quali si ricorse all’installazione di metadinamo configurate “a tridente” perché i motori, del tipo GE55H, provenienti dalle elettromotrici E10 del 1901, non potevano essere riavvolti a 1,5 kV a causa delle ridotte distanze in aria interne, insufficienti al funzionamento con tale valore di tensione. Destinate al servizio merci furono ben presto destinate a servizi di manovra, ma lo espletarono “con calma” per non sollecitare troppo il tutto.
Un'altra trasformazione, possibile ma non realizzata, avrebbe potuto riguardare le E321 (001-017) a terza rotaia. La cassa era abbastanza grande da potere ospitare una metadinamo, ovviamente sbarcando i sistemi di commutazione ed avviamento reostatico, ma la caratteristica di trazione di tali macchine era nettamente inferiore (circa 2/3) rispetto a quella delle E626. Avrebbero potuto disimpegnare il traffico su qualche linea secondaria, ma sarebbe stato impossibile usarle di riserva su linee con treni pesanti. Dopotutto, nel 1948 gli sforzi progettuali erano tutti rivolti alla realizzazione e miglioria delle articolate, che, tutto sommato, furono un insieme di progetti azzeccati per semplicità ed affidabilità.
Claudio
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